Giovani medici contrari a qualsiasi modalità di accesso alla Facoltà di medicina che non rispetti criteri oggettivi

C’è preoccupazione tra i giovani medici per la proposta di modifica delle modalità di accesso al Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia presentata lo scorso 25 gennaio dal professor Zauli, rettore dell’Università degli Studi di Ferrara.

Si tratta, infatti, di un modello di accesso che di fatto, per il SIGM (Società italiana giovani medici), vanificherebbe ogni tentativo di programmazione della formazione dei professionisti sanitari in funzione del fabbisogno da parte del SSN.

La proposta prevede, infatti, l’ingresso di circa 600 studenti, oltre alla quota assegnata a livello nazionale e selezionata mediante il regolare test d’ingresso. Gli unici requisiti necessari sono il superamento di un test di autovalutazione psico-attitudinale gratuito e la conoscenza della lingua inglese. Dopo il primo semestre, la possibilità di continuare sarebbe subordinata al raggiungimento di una media uguale o superiore al 27 agli esami del primo semestre.

Questa modalità di accesso per il SIGM non appare oggettiva.

“Non riteniamo che gli esami universitari, spesso sostenuti oralmente e con criteri di valutazione soggettivi, siano un metodo di selezione imparziale per l’accesso a Medicina. Inoltre, questa proposta abolirebbe di fatto una programmazione degli accessi”. Non prevederebbe più, infatti, un numero predeterminato di studenti, ma l’accesso a chiunque superi una determinata media.

Un aumento così ampio di accessi, inoltre, non farebbe che aumentare l’imbuto formativo alla fine del corso di Laurea. Genererebbe un numero sempre maggiore di Medici Laureati ma senza formazione post Laurea, a forte rischio di disoccupazione o sotto-occupazione, come già avviene oggi.

Il SIGM ribadisce quindi l’importanza di una corretta programmazione degli accessi. Auspica, quindi, che questi siano calcolati tenendo conto dei fabbisogni del SSN e sempre più proporzionati al numero di contratti di formazione post Laurea.

“La nostra Associazione – conclude il SIGM – ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi modalità di accesso alla formazione medica che non rispetti il principio di programmazione e che non avvenga attraverso criteri e modalità oggettive. Ribadisce inoltre la sua disponibilità al dialogo e alla collaborazione in merito a proposte di riforma, che rispondano però necessariamente ai requisiti esposti”.

 

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1 commento

  1. Ah si cos’è oggettivo un test del cazzo dove se non sei bravo in logica, sei fottuto, farbisogno del SSN, andate a chiedere a chi aspetta anni per una risonanza o i menager che non trovano più Medici, la verità è che vi rifiutate di rinunciare ai vostri privilegi acquisti con un test ingiusto, per lasciare spazio a chi merita di fare Medicina ma voi fate di tutto per impedirglielo

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