La bozza della legge di bilancio contiene delle precisazioni su avvocati ed equo compenso e specifica che vi saranno multe per chi non lo rispetta

Si ritorna a parlare di avvocati ed equo compenso.
La bozza della legge di bilancio, infatti, inserisce l’equo compenso per gli avvocati in manovra. Questo tema è ricomparso prepotentemente ma con una notevole stretta, la quale si ispira molto alla bozza “Orlando”.
Questa limita il suo campo di intervento ad una sola categoria di liberi professionisti: gli avvocati.
Tale stretta è ben lontana dall’idea di un equo compenso per tutti i professionisti. Pertanto, la norma in fieri ha un campo di applicazione decisamente più ridotto rispetto a quanto sembrava in un primo momento.
Questo anche dal punto di vista dei contraenti, rispetto ai quali viene prevista l’equità, che non ricomprendono le pubbliche amministrazioni.

Per quanto concerne equo compenso e avvocati, il primo deve appunto essere “proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale” .

Pertanto, entrerà solo nelle convenzioni aventi ad oggetto lo svolgimento delle attività professionali in favore di imprese bancarie e assicurative, nonché di imprese che non rientrano nelle categorie delle microimprese o delle piccole o medie imprese.
La bozza di legge di bilancio, inoltre, contiene una serie di clausole inserite nelle convenzioni che prevedono l’equo compenso da considerarsi automaticamente vessatorie.
Ciò in quanto determinano uno squilibrio contrattuale significativo a carico dell’avvocato, anche in virtù di una mancata equità del compenso.
Ci si riferisce, in particolare, alle clausole che consentono al cliente la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali. Ma anche alla facoltà di rifiutare di stipulare in forma scritta alcuni elementi essenziali del contratto e la facoltà di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito da parte dell’avvocato.

L’aspetto vessatorio delle clausole comporta poi la loro nullità, che opera a vantaggio del solo avvocato.

Per quanto riguarda le multe relative ad avvocati ed equo compenso, queste sono previste nel caso in cui vengano giudizialmente accertate la non equità del compenso e la vessatorietà di una delle clausole della convenzione.
In questo caso, si prevede che il giudice non solo dichiari la nullità della clausola e determini il compenso dell’avvocato, ma disponga anche la condanna della parte soccombente o al pagamento in favore della Cassa delle ammende o del Fondo unico di garanzia.
La somma della multa va da 258 a 2.065 euro. Oppure, consiste nel versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto.
Sulla destinazione delle sanzioni, nella bozza della legge di bilancio sono ancora presenti entrambe le versioni.
 
 
 
 
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