Raggiunto un accordo transattivo con i parenti della vittima. L’Asl di Caserta verserà 150mila euro; la restante parte sarà a carico della compagnia assicurativa. Le risultanze istruttorie hanno infatti certificato una responsabilità a carico della struttura sanitaria

L’Asl di Caserta ha riconosciuto un risarcimento di 500mila euro ai familiari di una paziente deceduta nel 2010 all’ospedale di Sessa Aurunca, nel casertano. Le condizioni della donna, subito dopo l’arrivo presso il nosocomio, si erano aggravate senza che i medici riuscissero a salvarle la vita.

Come riportato nella delibera firmata dal Direttore generale, Mario De Biasio, i familiari avevano fatto pervenire all’Azienda sanitaria un atto di citazione. Chiedevano il risarcimento dei danni conseguenti all’assistenza medica ricevuta dalla vittima.

La gestione della pratica veniva affidata alla compagnia assicurativa, garante della copertura da parte dell’Asl in regime di franchigia, comprendente i sinistri causati da errori clinici. L’Assicurazione trasmetteva la relazione dei CTU del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere attestante una responsabilità a carico della struttura sanitaria.

Alla luce delle risultanze istruttorie è stato quindi raggiunto un accordo transattivo con i parenti per un importo pari a mezzo milione di euro, “a tacitazione definitiva di ogni pretesa”. Di questi 150mila sono a carico dell’Azienda sanitaria e 350mila saranno invece versati dall’Assicurazione.

Con la delibera, dunque, viene dato mandato al Direttore degli Affari Generali di liquidare ai citanti gli importi indicati.

Allo stesso tempo si dispone l’invio dell’intero carteggio alla Corte dei Conti. L’obiettivo è l’accertamento di eventuali responsabilità professionali a carico dei sanitari intervenuti nel caso esame. A tal fine si dispone che il Direttore sanitario del Presidio ospedaliero di Sessa Aurunca comunichi i nominativi dei sanitari interessati al sinistro in questione.

 

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