La professionista sarebbe stata minacciata e aggredita con un coltello puntato al collo. Sivemp: episodio segna un innalzamento del livello di rischio che non può più essere ignorato

Intimidita e minacciata con un coltello puntato al collo. E’ quanto accaduto a una giovane veterinaria ufficiale di un mattatoio Ogliastrino, in Sardegna. Lo denuncia il Sindacato italiano veterinari medicina pubblica (Sivemp).

La professionista, a tutela della protezione animale durante la macellazione, avrebbe ripreso un operatore che trascinava brutalmente una capra. Di contro sarebbe stata prima sospinta nell’ufficio, quindi minacciata e contestualmente aggredita con un coltello puntato alla gola. L’agressore le avrebbe gridato “ti apro il collo, poi ti porto dietro e ti metto fuoco e ti brucio“.

Uno spalleggiatore, inoltre, avrebbe invitato la donna a non chiamare i carabinieri minacciandola che non sarebbe uscita viva dallo stabilimento. La situazione si sarebbe risolta solamente con l’intervento di un altro macellaio che sarebbe riuscito ad allontanare gli aggressori e ad evitare conseguenze più gravi.

L’episodio, secondo il Sivemp, segna un innalzamento del livello di rischio per i veterninari che non può più essere ignorato. Né dalle istituzioni né da chi ha precisi compiti di tutela del lavoratore sui luoghi di lavoro.

“Siamo sempre più allarmati e preoccupati – sottolinea il Sindacato -. I casi di aggressione violenta contro i medici veterinari sono in vertiginoso aumento e sono sempre più crudi”.

Gli episodi di aggressione – si legge in una nota dell’Associazione – avvengono perlopiù durante l’espletamento di compiti istituzionali volti a tutelare la salute e il benessere delle popolazioni animali, a garantire la sicurezza alimentare e tutelare la salute pubblica, attività dalle quali possono scaturire provvedimenti repressivi o sanzionatori a carico delle imprese. Talvolta i danneggiamenti a cose o persone in relazione coi veterinari sembrano scollegati dall’attività istituzionale, e vengono portati scientemente a termine al di fuori dell’orario di lavoro.

Il Sindacato chiede dunque al Governo di assicurare l’assistenza legale alle vittime, anche quando gli atti intimidatori fossero perpetrati da ignoti e al di fuori dell’orario di servizio. E ancora, tra le richieste, figura , la costituzione di uno specifico fondo di solidarietà destinato a risarcire i danni subiti dai veterinari.

“Se non saremo ascoltati – afferma il presidente Aldo Grasselli –  convocheremo gli stati generali della veterinaria pubblica, proclameremo iniziative sindacali in tutto il paese, manifesteremo unitariamente in tutti gli assessorati e direzioni generali. Se legalità si vuole, si cominci col proteggere chi la legalità la persegue ogni giorno col suo lavoro in rappresentanza della sanità pubblica e dello Stato”.

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