Per il Sindacato il Progetto di Consulenza Specialistica Pediatrica causerebbe un aumento di spese e creerebbe una disparità salariale tra i medici

La regione Campania con un suo decreto dirigenziale n. 70 del 9 aprile del 2019 ha dato corso al Progetto di Consulenza Specialistica Pediatrica. L’obiettivo – si legge in una nota dell’Ente – è quello di ridurre attraverso il potenziamento delle cure pediatriche territoriali il ricorso ai Pronto Soccorso  in uno dei periodi più a rischio dal punto di vista influenzale e di maggior carico per le strutture sanitarie. Le Asl hanno quindi iniziato la raccolta delle adesioni dei pediatri chiamati a partecipare su base volontaria.
Tale misura – denuncia lo SMI – “è ai limiti del paradosso”. Infatti, secondo il Sindacato Medici Italiani, causerebbe un aumento di spese per il servizio sanitario pubblico e creerebbe una disparità salariale tra i medici.
“Occorre ricordare – dichiara il segretario regionale dello SMI campano Luigi De Lucia – che l’attività pediatrica è svolta regolarmente durante i giorni feriali dai Pediatri di Libera Scelta mentre la medesima attività è svolta nei giorni festivi, prefestivi e notturni dai medici di Continuità Assistenziale”.
Il Sindacato spiega che nel progetto di consulenza si offrono 60 euro ad ora. Ciò significa, aggiungendo i contributi, un compenso di quasi 800 euro  per un  turno di 12 ore. Per lo SMI il costo “sembra spropositato” in quanto per la medesima prestazione viene erogato un compenso di 29 euro lordi ai medici di Specialistica Ambulatoriale. Per di più, evidenzia De Lucia – “quest’attività può essere svolta molto bene dai medici della Continuità Assistenziale con circa 23 euro lordi all’ora. Secondo il rappresentante sindacale “siamo al libero arbitrio”.
“Il decreto deve essere ritirato – conclude il segretario regionale  – per il bene dei pazienti e per il rispetto della professione medica. Lo SMI si riserva la possibilità di presentare un esposto alla Corte dei Conti contro questo decreto della Giunta Regionale della Campania”.
 
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