Approvata dalla Camera la proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia scolastica con 33 ore di studio e esperienze integrative extra scolastiche

Con 451 voti favorevoli e tre astenuti la Camera ha approvato la proposta di legge che istituisce l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.
Il testo prescrive almeno 33 ore di studio della materia, con tanto di voto in pagella e valutazione finale. L’obiettivo è quello di  sviluppare “la conoscenza e la comprensione delle strutture e dei profili sociali, economici, giuridici, civici e ambientali della società”.
Particolare attenzione sarà dedicata alla Costituzione, alle Istituzioni dello Stato e dell’Europa. Ma anche all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e agli elementi fondamentali di diritto, educazione ambientale, educazione alla legalità, educazione al rispetto e al patrimonio culturale, promozione dell’educazione stradale e al volontariato.

L’insegnamento dell’educazione civica sarà integrato da esperienze extra-scolastiche con altri soggetti istituzionali, del volontariato o del terzo settore, con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva.

I Comuni potranno poi promuovere ulteriori iniziative in collaborazione con le scuole per quanto attiene, in modo specifico, alla conoscenza delle amministrazioni locali e dei loro organi, nonché della storia del territorio.
Inoltre, il testo prevede l’istituzione della Consulta dei diritti e dei doveri dell’adolescente digitale. L’organo opererà in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e sarà formato, tra gli altri, dai rappresentanti di studenti, insegnanti e famiglie.
Infine la proposta di legge prevede l’istituzione dell’Albo delle buone pratiche di educazione civica e un concorso nazionale annuale per ogni ordine e grado di istruzione per la valorizzazione delle migliori esperienze.
“Torna l’educazione civica a scuola” scrive su Twitter il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, sottolineando come la proposta sia stata fortemente voluta es sostenuta dalla Lega. “Perché la legalità, il rispetto, le regole della convivenza si imparano a partire dai banchi di scuola. Dalle parole ai fatti”.
 
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