Rassicurazioni da ISS e Ministero sul focolaio di Tbc scoppiato in una scuola veneta dove una maestra ha contagiato 21 alunni

Un focolaio di Tbc è scoppiato nelle scorse settimane a Treviso, dove una maestra ha contagiato 21 bambini di una scuola. Si tratta – specifica una nota dell’Ansa – di “casi di contagio in cui la malattia ancora non si era sviluppata”.
La situazione on ogni caso ora sarebbe sotto controllo. La conferma arriva da Gianni Rezza dell’Istituto Superiore di Sanità che, dopo essersi recato presso l’Asl, ha assicurato che non ci sarebbero motivi di preoccupazione.
Tutto è nato in seguito alla diagnosi di Tbc fatta ad un bambino di una classe elementare. I medici hanno intuito che l’alunno poteva essere stata contagiato da un adulto. La Asl ha condotto il test per verificare la presenza del batterio che provoca la malattia su circa 800 persone.
”La metà dei circa 4.000 casi l’anno in Italia di Tbc – ha spiegato Rezza – sono fra anziani che sono venuti a contatto con la malattia in passato e che si ammalano in età avanzata quando il loro sistema immunitario si indebolisce”.

La maestra, essendo una fumatrice, aveva sottovalutato i sintomi: tosse persistenze, dimagrimento e alcune linee di febbre

Sulla vicenda è intervenuta anche Giulia Grillo. “Riguardo al focolaio di tubercolosi scoppiato in una scuola a Treviso – ha scritto su Facebook il Ministro della Salute – voglio rassicurare tutti, perché la situazione è sotto controllo ed è assolutamente circoscritta. Sono in costante contatto con gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità che si sono recati di persona nell’azienda sanitaria veneta per verificare che tutto sia gestito nel migliore dei modi”.
“Non c’è ragione – ha sottolineato – di preoccupazioni irrazionali, perché tutte le misure di controllo e prevenzione sono state tempestivamente attuate dalla Ulss e monitorate dall’Iss. Dalle analisi è emerso che l’insegnante era entrata in contatto con la malattia molti anni fa ed era rimasta latente nell’organismo”.
Attualmente l’incidenza della tubercolosi, in Italia, è bassa. In base ai dati forniti in occasione del Tb Day 2019,  dal 2012 al 2016 il tasso è diminuito dell’1,8% ogni anno e attualmente si assesta a 7,4 casi ogni centomila abitanti, con un tasso di mortalità dello 0,7%. Dal 2009 si è però verificato un costante aumento della proporzione di casi notificati tra cittadini nati all’estero: si è passati dal 44% nel 2005 al 62% nel 2016.
Secondo l’ultimo rapporto del Centro europeo per il controllo delle malattie, ogni ora a trenta persone in Europa viene diagnosticata la tubercolosi, che nonostante il calo complessivo del numero di malati, rimane una delle principali minacce di salute.
 
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