Sulla libera professione Intramoenia, «Responsabile Civile» ospita questa volta la posizione del dottor Claudio Puoti – specialista in epatologia – che risponde alla proposta di Rossi affrontando l’argomento sotto 4 diversi punti di vista

Mi viene da pensare che il Governatore Rossi abbia esternato senza conoscere nei dettagli la realtà ospedaliera, né tanto meno le esigenze dei pazienti.  L’argomento va affrontato in 4  punti:

IL  PAZIENTE

L’attività intramoenia (IM) è nata  essenzialmente per garantire al paziente la scelta del medico e la continuità assistenziale. Ciò vale soprattutto nei grandi ospedali, in cui gli ambulatori divisionali vengono effettuati a turno da tutti i medici, per cui il paziente rischiava di trovare ogni volta un sanitario diverso, con evidenti ricadute sulla continuità e sulla unitarietà gestionale. L’eventuale abolizione dell’IM non farà altro che creare confusione, discontinuità e disagio.

IL MEDICO

Il medico che effettua IM ha la certezza di poter gestire in piena autonomia e continuità i propri pazienti, senza modifiche delle proprie linee diagnostiche e terapeutiche da parte di altri colleghi, e senza interferenze. L’abolizione dell’IM farebbe sì che il medico perda di vista il paziente e  lo veda sporadicamente, quando di turno in ambulatorio.

L’ ASPETTO ECONOMICO

Va ricordato innanzitutto che l’IM è calmierata  da un punto di vista economico dalle ASL, il che impedisce odiose speculazioni e parcelle esose e fuori mercato per le prestazioni. Inoltre, non tutti sanno che  le ASL trattengono una percentuale variabile dal 20 al 30% del fatturato del singolo medico, il che migliora (o dovrebbe alleviare) il deficit cronico aziendale. In altri termini, gli stessi medici contribuiscono con questo prelievo forzoso sul loro guadagno al budget della propria struttura.

L’ ASPETTO ORGANIZZATIVO

Paradossalmente, l’IM garantisce anche equità e solidarietà sociale. Infatti, i soggetti più abbienti possono permettersi di richiedere prestazioni in IM, liberando a catena posti per i pazienti con reddito inferiore, che in tal modo possono usufruire delle stesse in tempi più rapidi. L’abolizione dell’IM avrebbe come unico risultato il gonfiarsi a dismisura dei tempi di attesa, in quanto la totalità dei soggetti interessati dovrebbe incanalarsi in una sorta di imbuto assistenziale.

Dr. Claudio Puoti

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