Alla donna viene diagnosticata una grave infezione ma, dopo un anno di sofferenze, il parere di un altro dentista la porta a rivolgersi alla Procura

Tutto nasce da una panoramica gratuita ai denti fatta in un Centro odontoiatrico all’uscita di un centro commerciale del torinese. La storia è riportata dal quotidiano La Stampa e racconta il calvario di una signora di 57 anni. In seguito all’esame le  viene diagnosticata una grave infezione che renderebbe necessaria l’estrazione di tutti i denti. A detta del medico forse se ne potrebbe salvare solo uno ma solo intervenendo repentinamente.

La donna, in preda all’angoscia decide dopo pochi giorni di affidarsi alle cure del Centro, pagando subito una parcella di 15.660 euro. “E’ stato il più grosso errore della mia vita”, racconta al giornalista che la intervista. Dopo un anno caratterizzato da dolori lancinanti e perdita di peso – circa 14 chili -, la signora decide di rivolgersi a un altro dentista, il quale le comunica che, a sua avviso, quelle estrazioni  sarebbero del tutto ingiustificate.

La scoperta porta all’inizio di una battaglia legale; la 57enne presenta un esposto per lesioni gravissime, ravvisando anche ulteriori ipotesi di reato che dovranno essere accertate dalla Procura, quali  l’esercizio abusivo della professione, in quanto gli accertamenti radiodiagnostici, a suo dire, sarebbero stati effettuati da un’addetta commerciale.

In base ai riscontri medicolegali allegati alla denuncia, l’intervento sarebbe consistito in “un’estrazione ingiustificata di 20 denti con la totale mutilazione dell’organo della masticazione”. La prima panoramica avrebbe evidenziato “una diffusa recessione ossea orizzontale”, sintomo di una ‘parodontopatia pregressa o in atto e abbastanza in linea con l’età del soggetto”. Per il consulente di parte, inoltre,  in tutta la modulistica non ci sarebbe traccia di riscontro diagnostico a giustificazione di un intervento così mutilante. L’esperto, intervistato da La Stampa, afferma che “in questi centri dove si accalappiano clienti con panoramiche omaggio l’obiettivo non è la cura ma il business. E cavare i denti, per poi inserire una protesi, è più semplice e redditizio che curarli” (clicca qui per l’intervista realizzata da Responsabile Civile).

Il legale della catena in questione, intervistato a sua volta, oltre a sottolineare che la panoramica venne eseguita da personale medico, bollando come illazioni le ipotesi della paziente,  replica che le accuse si basano su un parere di parte. “Di questo caso – afferma – ce ne stiamo occupando da mesi, dopo i reclami della signora, e il nostro parere professionale arriva a conclusioni diametralmente opposte. Vorrà dire che un tribunale valuterà le due perizie e si vedrà quale di queste è la più fondata”.

 

 

 

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