Il pubblico ministero ha chiesto due anni di reclusione per i quattro medici che ebbero in cura una donna, morta insieme ai due gemelli che aveva in grembo. 

Sono stati chiesti due anni di reclusione per i quattro medici che ebbero in cura una donna di Angri, morta con i due gemelli nel 2011: per la giovane madre fu fatale un ascesso. I fatti si svolsero all’ospedale di Scafati (Salerno).

Inizialmente erano 5 i medici coinvolti, ma il ginecologo di famiglia è stato assolto.

La giovane madre (25 anni) era morta con i due gemelli che erano in procinto di nascere.

I primi controlli ragazza erano stati effettuati dal ginecologo di fiducia. Le indagini del sostituto procuratore Elena Guarino gli avevano contestato il fatto di aver trattato con superficialità un ascesso alla radice della coscia destra presentato dalla ragazza.

Ma secondo gli avvocati di parte civile, quel segno era già stato trattato un mese e mezzo prima.

Tuttavia, la cura prescritta dal medico non fu “corretta e tempestiva”.

Alla giovane madre vennero “prescritti” impacchi di camomilla e un gel, invece che un antibiotico.

Una cura che non diede gli esiti sperati, al punto che la ragazza aveva deciso di recarsi in ospedale, al Mauro Scarlato di Scafati, dopo due giorni da quella visita.

Lì alla giovane madre viene praticata una prima incisione con drenaggio. Ma ecco la prima “anomalia”.

Questo intervento venne deciso dopo un informale consulto telefonico con il ginecologo di turno in ospedale, senza che a questo seguissero i controlli ginecologici alla paziente, col successivo trasferimento in una struttura ospedaliera per il trattamento dei nascituri prematuri.

Il ginecologo, che è tra gli imputati, non avrebbe ritenuto necessario effettuare ecografie o altri esami per monitorare lo stato di salute dei feti.

La situazione è poi precipitata il 24 aprile quando – in serata – la giovane è stata colpita da uno shock settico che non le ha lasciato scampo: è morta con i due gemelli.

I medici, infatti, sarebbero intervenuti con consistente ritardo per far nascere col cesareo i piccoli, a quel punto già deceduti.

Adesso, il pubblico ministero ha chiesto le condanne a due anni per i 4 medici. La sentenza è attesa per giugno.

 

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