I camici bianchi sono accusati di negligenza e imperizia. Avrebbero omesso ulteriori accertamenti su un paziente che morì dopo alcune ore per un infarto del miocardio

Due medici in servizio a febbraio 2016 presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Galatina, in provincia di Lecce, sono stati rinviati a giudizio dal Giudice per l’udienza preliminare per la morte di un uomo di 46 anni, deceduto, secondo quanto accertato dall’autopsia, a causa di un infarto del miocardio acuto.
Il paziente era arrivato presso il nosocomio salentino a bordo di un’ambulanza del 118, intervenuta su segnalazione delle forze dell’ordine, che avevano notato l’uomo procedere a zigzag alla guida della sua vespa. Qui venne preso in cura dai due medici indagati, avvicendatisi nel reparto di Pronto soccorso, i quali accertarono l’assenza di alcolemia nel paziente, constatandone invece uno stato di sonnolenza, probabilmente dovuta all’assunzione di alcuni farmaci, ipotensione e uno stato di ‘sofferenza muscolare cardiaca’.
La mattina successiva, tuttavia, la situazione precipitò repentinamente e il 46enne, affetto anche da una patologia al fegato, morì. Nelle ore immediatamente successive al decesso il fratello della vittima aveva presentato denuncia e la Procura di Lecce aveva aperto un’inchiesta con disposizione dell’esame autoptico.
Secondo l’ipotesi accusatoria i due camici bianchi avrebbero omesso “qualsiasi ulteriore indagine diagnostica e di laboratorio dovuta e urgente in relazione alle condizioni di grave scadimento del paziente” (congrua ed adeguata visita medica al fine di accertare le cause del malessere, ripetizione dei dosaggi enzimatici, nuovo elettrocardiogramma, rx toracico).
Il decesso del paziente, pertanto, si sarebbe potuto evitare o ritardare significativamente in presenza delle cure adeguate. Il Giudice ha accolto tale linea rinviando a giudizio i due indagati per “per colpa consistita in negligenza ed imperizia professionale”. Il capo di imputazione da cui gli operatori sanitari dovranno difendersi nel processo che partirà il prossimo maggio, è di omicidio colposo. Toccherà adesso al Tribunale stabilire se effettivamente i due medici abbiano omesso di effettuare ulteriori esami, o se invece abbiano fatto tutto il possibile per salvare il paziente.
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