La donna è deceduta dopo tre mesi a causa di complicazioni insorte in seguito all’operazione. La Procura indaga per omicidio colposo

La Procura della Repubblica di Terni ha aperto un’indagine, al momento contro ignoti, sul decesso di una donna di 62 anni morta la scorsa settimana presso l’Ospedale del capoluogo di provincia umbro. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. La paziente, proveniente da Rieti, si era sottoposta lo scorso settembre a un intervento per la rimozione dei calcoli alla cistifellea. L’operazione alla colecisti sembrava essere andata a buon fine, tanto che i medici avevano rassicurato i familiari circa le pronte dimissioni nel giro di pochi giorni.
Ma le sue condizioni avevano subito cominciato a peggiorare tanto da costringere il personale sanitario a indurla in coma farmacologico, condizione in cui venne tenuta per 23 giorni. Dopo il risveglio la paziente venne dimessa alla vigilia di Natale con l’invito a ripresentarsi in ospedale il 3 gennaio per proseguire le cure. Tre giorni dopo, tuttavia, fu costretta ad anticipare il rientro presso il nosocomio a causa  di “perdite di liquido purulento dai fori praticati dal chirurgo per asportare i calcoli”.
La donna nei giorni successivi finì sotto i ferri del chirurgo altre due volte; l’ultima lo scorso 19 gennaio per l’aspirazione dei liquidi che si erano formati nell’addome forse, secondo le prime ipotesi formulate, a causa di una perforazione di un vaso interno. Poche ore dopo l’intervento, tuttavia, la vicenda si è conclusa tragicamente con il decesso della paziente.
Si attendono ora i risultati dall’esame autoptico, affidato al consulente incaricato dalla Procura, alla presenza di un anatomopatologo in qualità di perito di parte. La perizia dovrà chiarire se vi siano eventuali responsabilità o omissioni da parte del personale medico che ha seguito la signora nel corso della sua degenza. I risultati sono attesi entro sessanta giorni; solo allora la Procura deciderà se procede o meno con l’iscrizione di eventuali nominativi nel registro degli indagati. Disposto, nel frattempo, anche il sequestro delle cartella clinica ospedaliera.
 
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