Cittadini: su rinnovo del contratto va compiuta una scelta sovrapponibile a quella operata per il comparto pubblico

Il rinnovo del contratto nazionale del personale, che opera nella componente di diritto privato del SSN, è “una assoluta priorità”. Così l’AIOP – Associazione Italiana Ospedalità Privata – in merito al blocco delle trattative per il rinnovo del CCNL del personale dipendente AIOP e ARIS.
La presidente Barbara Cittadini sottolinea in particolare come, negli ultimi anni, le nostre strutture sanitarie abbiano subìto l’imposizione di tetti di budget e blocchi delle tariffe. In particolare, “con un tetto di spesa, imposto dal DL 95 del 2012, che, nella migliore delle ipotesi, cristallizza i budget al 2012 abbattuti di un ulteriore 2%”.
Il tutto senza contare – evidenzia ancora – che le tariffe, che variano da regione a regione con un delta anche del 30%, sono datate e costruite in base a meccanismi, che non tengono in considerazione le reali componenti di costo delle prestazioni che le strutture erogano per il SSN.
“Abbiamo dimostrato massima disponibilità ai sindacati, ai quali abbiamo chiesto di fare fronte comune – continua Cittadini – ritenendo, con senso di responsabilità, doveroso il rinnovo del contratto nei confronti di quei professionisti – 58 mila operatori di personale non medico – che lavorano nelle nostre strutture. Si tratta di operatori che rappresentano una risorsa preziosa che, quotidianamente, consente agli italiani di avere una risposta alla domanda di salute, e alle aziende di garantire al SSN prestazioni e servizi efficaci, efficienti e con un’elevata attenzione all’umanizzazione delle cure.”
“Riteniamo che debba essere compiuta una scelta sovrapponibile a quella operata per il comparto pubblico – conclude la rappresentante dell’Associazione –  per rispettare un impegno nei confronti di quei lavoratori che operano nella componente di diritto privato del SSN che hanno pari dignità rispetto ai colleghi del comparto pubblico. Contestualmente, vanno individuate le risorse che consentano alle strutture di mantenere i presupposti economici-finanziari necessari per proseguire la propria attività, salvaguardando migliaia di posti di lavoro”.
 
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