A Tivoli l’assise straordinaria del Sindacato Medici Italiani per rispondere più efficacemente alle sfide mediche e a quelle per la salute del futuro

Si è svolto ieri a Tivoli il Congresso Nazionale Straordinario del Sindacato Medici Italiani. L’appuntamento – spiega una nota – è stato indetto “per rispondere più efficacemente alle sfide mediche e a quelle per la salute del futuro”.

A partire dalla riforma della formazione per i medici di medicina generale, con l’individuazione di una scuola di specializzazione dedicata. Il Sindacato, invece, ribadisce la contrarietà all’utilizzazione medici già in pensione.

All’ordine del giorno anche le questioni relative alla medicina di urgenza e alla stabilizzazione dei medici del 118. Tra le battaglie prioritarie, infine, la vertenza per far uscire dalla precarietà i medici fiscali.

“Non ci dimentichiamo – afferma il Segretario generale del Sindacato Pina Onotri – che, negli ultimi tempi, siamo stati impegnati nella richiesta di un provvedimento da parte del Parlamento che mettesse al riparo i medici e i professionisti sanitari dai continui episodi di violenza,  oltre all’attenzione  che  abbiamo messo, in sede contrattuale,  per delineare un nuovo Accordo Collettivo Nazionale che contempli, da parte dello Stato e delle Regioni, le giuste risorse affinché le retribuzioni dei medici siano rivalutate, uscendo da un blocco retributivo che dura da più di dieci anni”.

“Lo SMI, inoltre, è da sempre  critico  verso il  regionalismo differenziato perché – specifica la rappresentante dell’Associazione – può mettere in  discussione il diritto alla salute nel nostro Paese. Il Servizio Sanitario Nazionale deve mantenere il suo carattere omogeneo e non può essere trasformato in una somma di servizi sanitari regionali, con l’aggravante dell’aumento dei cosiddetti ‘viaggi della speranza’”.

Obiettivo del Congresso – chiarisce infine Onotri –  è quello “di assicurare alla nostra azione sindacale un nuovo e più snello assetto statutario che conferisca maggiore stabilità e che sia  ispirato a principi di gestione democratica”. Da qui la decisione  di riformare la struttura del sindacato, con l’istituzione di nuovi incarichi ed ambiti di lavoro sindacale. “Vogliamo, in questo modo – conclude – essere in grado di rispondere ai bisogni della class medica e alle sfide per la tutela della salute del futuro”.

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