I dati 2018 relativi al sistema trapianti evidenziano, inoltre, un boom delle dichiarazioni di volontà alla donazione

“Bellissime notizie di cui dobbiamo rendere merito a tutto il sistema trapianti, che ha reso e rende possibile ogni giorno questi miracoli della scienza e della solidarietà, anche se ci sono ancora notevoli margini di miglioramento, soprattutto in alcune regioni”. Così il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha commentato i risultati ottenuti nel 2018 in tema di donazioni e trapianti.

I dati 2018 registrano l’ottimo stato di salute della Rete nazionale trapianti. Questa, a vent’anni dalla sua nascita, si conferma come una delle realtà più efficienti del Servizio sanitario nazionale. L’attività di donazione si consolida e, per il terzo anno consecutivo, calano  le liste d’attesa (in particolare quella per il trapianto di rene). Le dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi, grazie al possibilità di registrare la propria scelta al rinnovo della carta d’identità elettronica, sono quasi raddoppiate.

Il dato 2018 sull’attività complessiva di donazione è il secondo migliore di sempre. Lo scorso anno ci sono stati 1.680 donatori (tra deceduti e viventi). Una flessione di 83 unità rispetto al 2017 ma un dato comunque ben al di sopra della media degli ultimi 5 anni.

Il trend 2014-2018 è in decisa ascesa, con una crescita delle donazioni pari al 24,4%. Anche per quanto riguarda il numero dei donatori utilizzati il dato 2018 (1370) rappresenta la seconda miglior performance in assoluto. La percentuale di opposizioni alla donazione è stata del 29,9%, con un leggero aumento rispetto al 2017 (28,7%) ma molto inferiore al 32,8% registrato nel 2016.

Complessivamente i trapianti effettuati nel 2018 sono stati 3.718, di cui 3.407 da donatore deceduto e 311 da vivente. Nel dettaglio, sono stati effettuati 2.117 trapianti di rene , 1.245 trapianti di fegato, 233 trapianti di cuore, 143 di polmone e 41 di pancreas. È stato il Centro trapianti di Torino a realizzare il maggior numero di interventi complessivi (377) davanti a Padova, Pisa, Bologna, Verona e Milano Niguarda.

Analizzando i dati su base regionale, emerge ancora una volta il quadro di un’Italia a due velocità.

I volumi di attività nelle regioni centro-settentrionali sono ancora molto superiori a quelli del Sud. Nel 2018 la Toscana si è confermata come la regione con il maggior numero di donatori utilizzati per milione di abitanti: 46,8.

C’è stata una crescita importante in Piemonte (i donatori utilizzati sono passati da 32 a 34,8 per milione di persone) e in Lombardia (da 24,8 a 26,4). Da segnalare il caso virtuoso della Sardegna, dove a livello locale i donatori utilizzati sono saliti in termini assoluti del 18,9% in un solo anno (da 37 a 44 ).

Il consolidamento dell’attività di donazione e trapianto è confermato dal calo delle liste d’attesa.  I pazienti che al 31 dicembre scorso aspettavano un trapianto erano 8.713 contro gli 8.743 di 12 mesi prima. Si tratta della terza diminuzione consecutiva.

Per quanto riguarda le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi, la Rete nazionale trapianti non ne ha mai raccolte tante come nel 2018. Al 31 dicembre scorso le dichiarazioni registrate erano quasi 4 milioni e mezzo, ovvero oltre 1,9 milioni in più rispetto al 2017 (+76,15%). Tra i cittadini che hanno comunicato la loro volontà, l’81,2% ha espresso il proprio consenso, mentre il 18,9% ha notificato un’opposizione. A trainare la crescita delle dichiarazioni è la possibilità registrare la propria volontà in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d’identità in Comune. Ad oggi il servizio è attivo in 5.598 municipi italiani (il 69,9% del totale).

 

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