La Procura di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo sul decesso di un giovane 28enne, stroncato da un malore poche ore dopo aver lasciato l’ospedale di Boscotrecase, dove si era recato per delle fitte al petto

Un 28enne di Torre Annunziata, padre di tre figli, è morto nel pomeriggio di sabato, stroncato da un malore. “Un ragazzo buono”, come lo definiscono coloro che lo conoscevano, che ora però chiedono che venga fatta chiarezza sull’accaduto.

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta per ordine della Procura del centro del napoletano. L’uomo, infatti, secondo quanto riporta il Mattino, si era recato in mattinata presso l’ospedale di Boscotrecase con febbre alta e lamentando delle fitte al petto.

Dopo alcuni accertamenti avrebbe lasciato l’ospedale anche se i medici lo avrebbero invitato a tornare nel pomeriggio. Il giovane, tuttavia, una volta a casa è stato colto da nuovi dolori e, nonostante i tentativi di rianimazione, il suo cuore ha cessato di battere.

Alla notizia del decesso sono seguiti attimi di tensione tra i familiari e i medici e operatori sanitari che hanno avuto in cura la vittima.

La situazione si sarebbe normalizzata solamente con l’intervento dei carabinieri. Ed è proprio dai carabinieri che la moglie si è successivamente recata per sporgere denuncia. La donna, certificazione medica alla mano, ha raccontato quanto successo poche ore prima avanzando il sospetto che il personale ospedaliero abbia  sottovalutato le condizioni del marito.

I magistrati, sulla base degli elementi raccolti dai militari, hanno quindi disposto il sequestro delle cartelle cliniche del paziente. Nelle prossime ore, inoltre, è previsto l’affidamento dell’incarico medico legale per lo svolgimento dell’esame necroscopico. Dall’autopsia si attendono risposte circa le cause del decesso nonché su eventuali responsabilità da parte del personale sanitario.

L’Asl Napoli 3, dal suo canto, ha chiarito che il paziente si sarebbe allontanato autonomamente in attesa dell’esito degli esami al cuore. Non essendo ricoverato – come riporta StabiaChannel – non c’era bisogno di autorizzazioni scritte o documenti da firmare. L’Azienda avrebbe inoltre assicurato che sono in corso indagini interne per chiarire la dinamiche dei fatti e garantire la massima trasparenza ai familiari.

 

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