Salvini: entro maggio la legge sulle telecamere nelle scuole e case di cura per anziani e disabili. Ma i sindacati non ci stanno: proposta “demagogica e di pura propaganda”

Telecamere nelle scuole e in tutte le strutture di assistenza e cura di anziani e disabili. È quanto prevede un emendamento bipartisan al decreto Sblocca cantieri ora all’esame del Senato. La proposta è firmata da senatori della Lega e del M5S, ma anche di Forza Italia e del Pd. Il testo prevede lo stanziamento di fondi ad hoc per i Comuni pari a 10 milioni nel 2019 e 30 milioni per ciascun anno dal 2020 al 2024.
“Entro maggio sarà legge la possibilità di mettere le telecamere in scuole materne e case di riposo per difendere bimbi, anziani e disabili”. Così il Vicepremier Matteo Salvini durante un comizio elettorale in provincia di Pisa. “Però – ha aggiunto – stiamo valutando di metterle anche nelle superiori per difendere i professori da qualche alunno imbecille e maleducato. E fosse per me – nel nome del rispetto e della parità – chiederei che venga messo anche il grembiule per evitare che ci sia il bimbo con la felpa da 700 euro e il figlio dell’operaio che non se lo può permettere. Già so che diranno che lo faceva anche il duce. Siamo in democrazia ma io penso che un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina”.

L’emendamento sull’uso delle telecamere negli asili e nelle strutture socio sanitarie e assistenziali per anziani e disabili, tuttavia, non piace ai sindacati.

La Funzione Pubblica Cgil, in particolare, lo definisce “illogico, perché inserito in un provvedimento che parla di tutt’altro” e “sbagliato, perché criminalizza i dipendenti compromettendo il rapporto pedagogico”.
Per l’organizzazione sindacale si tratta una proposta “demagogica e di pura propaganda”. Infatti “si individuano risorse per le telecamere mentre, allo stesso tempo, si operano ingenti tagli ai servizi in tanti comuni, risparmiando sul costo del lavoro”.
“Come abbiamo avuto modo di dimostrare in un nostro rapporto – aggiunge l’organizzazione – esplodono le malattie professionali e peggiorano progressivamente le condizioni di lavoro. Almeno il 50% delle lavoratrici degli asili nido e delle scuole per l’infanzia riscontra la presenza di gravi problemi fisici. Invece di alimentare la propaganda, bisognerebbe occuparsi delle condizioni di chi lavora, mettendo in campo azioni concrete per prevenire i danni al personale”.
 
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