Il CNDCEC auspica un intervento di natura normativa che sposti la scadenza per il versamento delle imposte al 30 settembre 2019

Prorogare i termini di versamento delle imposte e quelli per l’adesione al servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Inoltre, confermare la possibilità di invio tramite Pec dei moduli di conferimento delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica. Sono le richieste formulate dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, in due distinte lettere, inviate rispettivamente al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, e al Capo Divisione Servizi dell’Agenzia delle Entrate, Paolo Savini.
Nella missiva inviata Tria viene invocata la proroga dei termini di versamento delle imposte a causa dei ritardi accumulati nella messa a punto degli strumenti necessari all’applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Miani sottolinea che “la definizione dell’ambito di applicazione e dei requisiti di accesso ai benefici premiali previsti è stata effettuata soltanto il 10 maggio e che per determinare il punteggio di affidabilità di ciascun contribuente, oltre ai dati indicati nel modello ISA, sono necessari gli “ulteriori dati” che non sono stati ancora resi disponibili all’interno dell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate”. Alla luce dell’“ancora attuale indisponibilità degli stessi applicativi necessari per la determinazione del punteggio di affidabilità fiscale” il rappresentante CNDCEC evidenzia “la necessità di disporre un congruo differimento dei termini di versamento delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’imposta sul valore aggiunto in scadenza il 1° luglio”.
I commercialisti ritengono, a tal fine, “del tutto insufficiente un intervento tramite decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) che consentirebbe un differimento dei i termini di versamento “per un periodo non superiore ai primi venti giorni”, dovendo anche avere il tempo necessario per “familiarizzare” con il nuovo strumento e illustrarlo ai propri clienti”.

La richiesta è dunque di “un intervento di natura normativa che disponga, con il necessario anticipo rispetto all’attuale scadenza, la proroga dei termini di versamento al 30 settembre 2019”.

“La richiesta – sostiene Miani – trova, peraltro, ulteriore giustificazione nell’annunciato differimento dei termini di presentazione delle dichiarazioni delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive al 30 novembre, già con riferimento alle prossime dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2018”, come previsto da un emendamento al “Decreto Crescita”.
Riguardo al nuovo servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”, che l’Agenzia delle entrate dovrebbe mettere a disposizione dal prossimo 31 maggio, i Commercialisti evidenziano “l’inadeguatezza del termine per effettuare l’adesione, fissato al 2 settembre 2019”.
Ciò per effetto della necessità, rimarcata dall’Agenzia delle entrate, di acquisire nuovamente la delega al servizio di consultazione delle fatture elettroniche per i professionisti che sono stati già delegati al servizio prima del 21 dicembre 2018. Considerata inoltre la chiusura di molte attività per gran parte del mese di agosto, Miani sottolinea che “l’attuale termine del 2 settembre costringe i professionisti a raccogliere le deleghe dai propri clienti entro la fine di luglio, in un periodo già molto impegnativo per i numerosi adempimenti in scadenza”. Per tali motivi, i Commercialisti chiedono che il termine per effettuare l’adesione al nuovo servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” sia differito al 31 ottobre 2019.
Per quanto concerne invece le modalità di presentazione all’Agenzia delle entrate dei moduli di conferimento delle deleghe per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica, i Commercialisti chiedono un intervento di prassi amministrativa che chiarisca che la prevista soppressione dal 31 maggio 2019 della procedura di invio delle deleghe tramite PEC riguardi unicamente gli invii effettuati all’indirizzo centralizzato dell’Agenzia delle entrate e che pertanto i professionisti delegati possano continuare ad utilizzare il canale di trasmissione a mezzo PEC, inviando le deleghe all’indirizzo delle singole Direzioni provinciali dell’Agenzia delle entrate, competenti per territorio.
“La necessità di lasciare attivo il canale di trasmissione a mezzo PEC deriva infatti – conclude Miani – dall’impossibilità di utilizzare il servizio di invio “massivo” delle deleghe, che richiede la fornitura di “elementi di riscontro” del tutto mancanti per un’ampia platea di contribuenti, come i forfetari o i consumatori finali”.
 
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