Non ha alcuna colpa l’anziana donna investita da un’auto in corsa che dopo l’incidente non identifica il conducente perché si trova in condizione psicofisica di disorientamento e assenza di lucidità

La vicenda

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una donna di 63 anni contro la pronuncia del Tribunale di Savona che le aveva negato il risarcimento del danno subito in relazione al sinistro stradale occorsole allorquando veniva investita dal conducente di un auto rimasto non identificato.

Il Tribunale di Savona aveva respinto la sua domanda, ritenendola responsabile per la mancata identificazione del veicolo investitore.

I giudici della Suprema Corte hanno richiamato i giudici di merito all’uso del buon senso rilevando l’omesso esame di fatti decisivi per il giudizio. 

Nella specie, la Corte di Cassazione (Quarta Sezione, ordinanza n. 33444/2019) ha evidenziato la manifesta implausibilità delle decisione impugnata con la quale il giudice dell’appello, aveva censurato il comportamento della parte danneggiata sul presupposto che ella, pur avendo avuto la possibilità ed il tempo materiale per farlo, non aveva provveduto all’acquisizione delle generalità della responsabile del sinistro.

La decisione

Nella specie, il Tribunale aveva omesso di considerare che: a) la donna sessantatreenne, a seguito del sinistro, era stata ricoverata al Pronto Soccorso per frattura della mano destra e lesione della vertebra L2 (frattura e lesione alle quali conseguirono una malattia durata complessivamente 80 giorni, nonché postumi a carattere invalidante nella misura del 7% della capacità totale), ragion per cui, al momento dell’incidente, versava ragionevolmente in condizioni psicofisiche che le provocavano disorientamento, privando conseguentemente di lucidità ogni eventuale espressione rivolta alla sua investitrice; b) sul luogo del sinistro non vi erano stati testimoni, che avrebbero potuto aiutare l’anziana donna nell’identificazione del conducente o dell’auto investitrice; ed anzi quest’ultima, era stata spostata dal luogo del sinistro e condotta al Pronto Soccorso.

Del resto, secondo consolidata giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 274 del 13/1/2015), nel caso di sinistro causato da veicolo non identificato l’obbligo risarcitorio nei confronti della vittima – in linea con l’art. 1, quarto comma, della direttiva CE del Consiglio del 30 dicembre 1983, n. 84/5, trasfuso nell’art. 10, comma 1, della direttiva CE del 16 settembre 2009, n. 2009/103 – sorge non soltanto nei casi in cui il responsabile si sia dato alla fuga nell’immediatezza del fatto ma anche quando la sua identificazione sia stata impossibile per circostanze obiettive da valutare caso per caso e non imputabili a negligenza della vittima.

Per queste ragioni il ricorso è stato accolto e la sentenza impugnata cassata con rinvio al Tribunale di Savona, in diversa composizione, per nuovo esame della vicenda.

La redazione giuridica

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