La sussistenza del delitto è indipendente dalla concreta lesione della libertà sessuale della vittima e del suo successivo corretto sviluppo psico-fisico

Il delitto di atti sessuali con minorenne “punisce chiunque compia atti sessuali con persona infra-quattordicenne anche se consenziente”. Lo ha chiarito la corte di Cassazione precisando che non assumono rilievo la concreta lesione della libertà sessuale della vittima né il suo successivo corretto sviluppo psico-fisico.
Gli Ermellini, con la sentenza n. 16443/2017, si sono pronunciati sul ricorso presentato da due soggetti condannati in primo grado e in Appello per il reato disciplinato dall’articolo 609-quater del codice penale, commesso in danno di una ragazza di età inferiore ai quattordici anni.
Nel rivolgersi alla Suprema Corte i due imputati hanno evidenziato come il Giudice di secondo grado avesse emesso, a loro avviso, la sentenza basandosi solamente sulle dichiarazioni della persona offesa, rispetto alle quali, tuttavia, non sarebbe stato effettuato un controllo di attendibilità. La Corte d’appello, secondo i ricorrenti, avrebbe dovuto tenere in considerazione le “anomalie comportamentali” della persona offesa, che avrebbe acconsentito liberamente a intrattenere con loro rapporti sessuali.
I Giudici del Palazzaccio hanno ritenuto, tuttavia, di non accogliere le argomentazioni proposte, rigettando l’istanza di annullamento della condanna. Secondo la Cassazione, infatti, il Giudice d’appello aveva adeguatamente motivato la propria decisione, basandosi sulle prove raccolte nel corso del procedimento. In particolare erano state esaminate le dichiarazioni della persona offesa, e si era giunti alla conclusione che il racconto non avesse escluso la contrarietà della minore ad avere rapporti sessuali con gli imputati.
In ogni caso, la Suprema Corte ha ribadito che il reato sussiste indipendentemente dal consenso del minore, escludendo peraltro che agli imputati potessero essere concesse attenuanti poiché “alla pluralità di atti invasivi dell’altrui sfera sessuale si è accompagnato, in un evidente vuoto morale e nel degrado più avvilente, il palese disprezzo della persona considerata come mero oggetto sessuale”. L’ampio divario di età esistente tra gli imputati e la ragazza avrebbe dovuto suggerire, invece, ben altre condotte.