Non è discriminatorio il bando che prevede il requisito della disoccupazione in capo al portatore di disabilità sia al momento della domanda che all’atto dell’assunzione

La Suprema Corte statuisce che non è discriminatorio il bando pubblico che prevede il requisito della disoccupazione del portatore di disabilità sia al momento della domanda, che all’atto dell’assunzione (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 14790 del 10 luglio 2020).

La vicenda approda in Cassazione dalla Corte d’Appello di Napoli.

La corte territoriale in riforma della sentenza di prime cure, dichiarava illegittima l’esclusione del ricorrente da un concorso pubblico per titoli ed esami per due posti di collaboratore amministrativo indetto dall’Azienda Ospedaliera di Benevento ex l. n. 68/1999.

L’uomo  pur risultando vincitore del concorso veniva escluso dall’assunzione per carenza del requisito della disoccupazione sia al momento della domanda che all’atto dell’assunzione.

L’Azienda Ospedaliera ricorre in Cassazione.

Gli Ermellini ritengono fondato il ricorso.

Preliminarmente viene richiamato il contesto normativo di riferimento e in particolare la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro del 28 giungo 1958, le regole per le pari opportunità dei disabili adottate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 dicembre 1993 e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, nonché la Convenzione per la salvaguardia dell’uomo e delle libertà fondamentali adottata dal Consiglio d’Europa nel 1950 e la giurisprudenza sul tema.

Ciò premesso, la Corte sancisce che «non costituisce comportamento discriminatorio la previsione, in sede di bando di concorso riservato alle categorie ex art. 8 l. n. 68/1999, del requisito della sussistenza dello stato di disoccupazione anche al momento dell’assunzione trattandosi di previsione avente la finalità di tutelare, in conformità con il dettato legislativo e con i principi affermati dalla Corte di Giustizia UE, il disabile disoccupato rispetto ad altro soggetto, egualmente disabile ma nelle more fuoriuscito dalla categoria dei disoccupati”.

La Cassazione accoglie il ricorso dell’azienda Ospedaliera e cassa la sentenza impugnata rideterminando nel merito la decisione e rigettando la domanda originaria.

Avv. Emanuela Foligno

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