Accolto il ricorso dell’Inps contro il riconoscimento a un lavoratore dei benefici contributivi per esposizione lavorativa all’amianto

Con l’ordinanza n. 27829 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato dall’Inps contro la sentenza che riconosceva a un lavoratore i benefici contributivi legati all’esposizione lavorativa all’amianto.

L’Istituto, nel rivolgersi alla Suprema Corte, deduceva violazione di legge in quanto il Giudice a quo avrebbe trascurato la maturazione della prescrizione dei ratei.

Gli Ermellini hanno effettivamente ritenuto di aderire alla doglianza proposta, accogliendo il ricorso e cassando la pronuncia impugnata.

Dal Palazzaccio hanno chiarito che sebbene la generale rivalutazione, quale beneficio autonomo, sia sottoposta al termine prescrizionale decennale, la prescrizione dei ratei è autonoma e decorre dalla maturazione del singolo rateo (è quinquennale a decorrere dall’art. 38 L. 111/2011, mentre in precedenza era decennale ex art. 2946 c.c.).

Nella specie, dalla sentenza impugnata risultava che la domanda amministrativa volta ad ottenere la rivalutazione contributiva era del 26.6.09, sicché —in assenza di altri ulteriori atti interruttivi- risultava prescritto il diritto alle differenze dovute sui ratei maturati prima del giugno 1999.

L’Inps eccepiva poi che la Corte di merito avesse riconosciuto gli interessi dalla quiescenza e non dal 121° giorno dalla domanda.

Anche in questo caso la Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. In base alla giurisprudenza di legittimità, infatti, in tema di benefici previdenziali in favore dei lavoratori esposti all’amianto, essendo necessaria la previa presentazione della domanda amministrativa, il diritto alla rivalutazione monetaria ed agli interessi legali, sugli incrementi pensionistici tardivamente corrisposti, decorre dal centoventesimo giorno dalla presentazione della stessa, all’esito dello “spatium deliberandi” assegnato all’ente ai sensi dell’art. 7 della 1. n. 533 del 1973, fermo il disposto dell’art. 16, comma 6, della 1. n. 412 del 1991 in tema di divieto di cumulo.

La redazione giuridica

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