In fase di revisione dei veicoli, gli ispettori dovranno rilevare anche il certificato del chilometraggio. Ecco cosa c’è da sapere.

In occasione della revisione del veicolo occorrerà anche il certificato del chilometraggio.

Questa misura è prevista allo scopo di contrastare il fenomeno dilagante delle truffe al contachilometri e tutelare gli acquirenti dallo “scarico” dei chilometri percorsi che i precedenti proprietari operano surrettiziamente allo scopo di rendere un veicolo più appetibile in fase di vendita.

A tal riguardo, è stata diffusa la circolare n. 26868 del 30 ottobre 2018 del Ministero.

In essa, la Motorizzazione ha fornito istruzioni operative affinché l’ispettore, provveda a rilevare il certificato del chilometraggio.

Come noto, la Motorizzazione era già intervenuta sul tema con il Decreto Dirigenziale n. 211 del 18 maggio 2018, che aveva fatto seguito all’entrata in vigore del D.M. 214 del 19 maggio 2017.

Decreto che a sua volta aveva recepito la Direttiva 2014/45/UE sui controlli tecnici periodici dei veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Per la Motorizzazione deve ritenersi “conclusa” la fase sperimentale che ha coinvolto l’attestato di superamento del controllo in passato.

Già dal 2010 era prevista una procedura di verifica in fase di revisione.

Tuttavia, non era stata ritenuta molto attendibile.

Adesso, invece, il sistema avrà un maggiore margine di certezza.

Questo perché la modalità di acquisizione del dato del chilometraggio, chiarisce la Motorizzazione, era stata avviata per sperimentazione. Dunque, non è disponibile una sequenza storica attendibile dei dati precedenti al 20 maggio 2018.

È solo a partire dall’entrata in vigore del D.M., invece, che il dato assume valore probante ed è consultabile sul portale dell’automobilista.

Se si osservano i primi attestati prodotti, questi non riportano il chilometraggio.

A tal proposito occorre evidenziare come fino all’adeguamento dei sistemi informatici tale valore non risultava immediatamente visibile all’utente e pertanto non era contestabile.

Come funziona il certificato del chilometraggio

All’atto della consegna della carta di circolazione l’ispettore dovrà evidenziare all’utente il dato chilometrico rilevato. A quel punto, dovrà farlo controfirmare per accettazione sulla domanda di revisione o sul modello TT2100.

Dalla data del 19 novembre 2018, inoltre, se il proprietario del veicolo fosse assente durante la revisione, dovrà fornire una delega a controfirmare il dato chilometrico alla persona effettivamente presente.

Serviranno anche le fotocopie dei documenti di identità.

Un modo, questo, per responsabilizzare il proprietario dei veicoli che sarà coinvolto direttamente e ritenuto responsabile in caso di manomissioni al contachilometri.

La circolare, infatti, evidenzia anche che, prima dell’immissione del dato letto dal contachilometri, sarà necessario controllare l’attestato della precedente revisione.

Per tale ragione, la Motorizzazione invita sia gli ispettori che gli utenti a prestarvi particolare attenzione poiché, in caso di anomalie l’attestato introdotto dal Decreto Ministeriale 214/2017, in vigore dal 20 maggio 2018, potrebbe non essere rilasciato.

Il sistema sarà attivato a partire dal 2020, anno nel quale dovrà essere ripetuta la revisione effettuata quest’anno.

In questa occasione, sarà richiesto all’ispettore di effettuare dei confronti tra i dati chilometrici delle auto sottoposte a controllo con quelli certificati in fase di revisione nel 2018.

Nel caso in cui sul certificato del chilometraggio venga immesso un dato errato, lo stesso potrà essere corretto in giornata senza aggravio di costi.

Qualora il veicolo fosse stato sottoposto a sostituzione o riparazione del contachilometri in data successiva alla pubblicazione della presente circolare, il proprietario è tenuto a presentare una dichiarazione di installazione a regola d’arte dell’officina che ha eseguito il lavoro.

Tale dichiarazione deve riportare il chilometraggio segnato prima della sostituzione e che andrà sommato a quello visibile.

Se tale intervento fosse stato effettuato in data antecedente si dovrà acquisire una dichiarazione sostitutiva.

 

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