Il possesso del diploma di maturità linguistica rilasciato al termine di un corso di studi quinquennale è equiparabile al diploma magistrale abilitante per l’insegnamento

I ricorrenti – tutti docenti precari in possesso di diploma di maturità magistrale con sperimentazione linguistica conseguita entro l’anno scolastico 2001/2002 -avevano impugnato il decreto ministeriale n. 374 del 1 giugno 2017, avente ad oggetto l’aggiornamento della II e III fascia delle graduatorie di circolo e di istituto per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019 e 2019/2020.

Tale decreto, mentre aveva incluso i diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’anno 2001/2002 tra i soggetti che potevano presentare domanda per l’inserimento in II fascia, aveva invece escluso in modo esplicito il diploma di sperimentazione a indirizzo linguistico di cui alla circolare ministeriale n. 27 del 1991, come titolo abilitante per l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto.

Ad avviso delle parti istanti, il loro titolo di studio era del tutto equipollente al diploma di maturità magistrale abilitante (ove conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002), e pertanto la denunciata esclusione doveva ritenersi del tutto illegittima.

Senonché, al termine del giudizio di primo grado, il Tribunale amministrativo del Lazio rigettava il ricorso, rilevando quanto segue: “[…] l’art. 5 comma 3 D.M. del 13 giugno 2007 consente la possibilità di iscrizione nella II Fascia delle Graduatorie di Circolo e di Istituto agli “aspiranti non inseriti nella corrispondente graduatoria ad esaurimento forniti di specifica abilitazione o di specifica idoneità a concorso cui è riferita la graduatoria di circolo e di istituto”. Orbene, secondo l’orientamento della Sezione da cui il Collegio non ha motivo di discostarsi (Tar Lazio, sez. III bis, n. 10582/2016; nello stesso senso TAR Lombardia, Milano, 422/2016; TAR Firenze, n. 122/2017) il diploma di liceo linguistico di cui alla Circolare Ministeriale 11 febbraio 1991, n. 27, e delle sperimentazioni “Brocca” di Liceo linguistico non costituisce titolo di abilitazione all’insegnamento per le classi di concorso infanzia e primaria, sicché non soltanto il possesso di tale titolo non consente l’inserimento in GAE né costituisce titolo sufficiente per la partecipazione al concorso indetto con D.D.G. M.I.U.R. n. 105/2016 ma, per gli stessi motivi, neppure può consentire l’inserimento nella II fascia delle Graduatorie di Circolo e di Istituto, per cui è richiesto il possesso di “specifica abilitazione” all’insegnamento”.

La vicenda è giunta dinanzi al Consiglio di Stato. Per le parti appellanti, la sentenza impugnata era frutto di una ricostruzione erronea del quadro normativo di riferimento e non teneva conto del diverso orientamento espresso dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 1973/2015.

Il processo d’appello

Nel merito, il Collegio (Sesta Sezione, sentenza n. 307/2020) ha accolto il ricorso richiamando le argomentazioni e le conclusioni contenute in numerosi precedenti della stessa Sezione (sentenze n. 7058, n. 4515 e n. 1445 del 2019; n. 6516, n. 5597, n. 4028, n. 3374, e n. 2316 del 2018), pronunciatisi nel senso della rilevanza del diploma di sperimentazione a indirizzo linguistico/diploma linguistico sperimentale, conseguito presso un istituto magistrale, ai fini dell’abilitazione all’insegnamento nella scuola primaria e della partecipazione ai relativi concorsi per il reclutamento del personale docente.

“La sperimentazione scolastica, intesa come ricerca e realizzazione di innovazioni degli ordinamenti e delle strutture è stata autorizzata ed attuata dall’Istituto magistrale […] in vista del nuovo assetto dell’istruzione elementare, nel cui ordinamento didattico è ora compreso l’insegnamento della lingua straniera, e della formazione (anche a livello universitario) degli insegnanti elementari, tanto è che entrambi i corsi di sperimentazione (quello ad indirizzo linguistico e quello ad indirizzo pedagogico) tenuti in contemporanea dal medesimo Istituto, sono stati articolati in cinque anni di studio, con possibilità di accesso, a conclusione del ciclo, a tutte le facoltà universitarie” (Consiglio di Stato, sez. VI, 19 dicembre 2016, n. 5388).

La decisione

Per queste ragioni, – ha concluso il Consiglio di Stato (Sesta Sezione, n. 307/2020) – “l’equiparazione tra il mero diploma magistrale e il diploma di maturità linguistica rilasciati al termine di corso quinquennale, appare conforme pure al nuovo assetto ordinamentale della scuola elementare, ove si consideri che l’insegnamento della lingua straniera è ricompreso negli ordinari programmi didattici” (Consiglio di Stato, sez. VI, 3 dicembre 2009, n. 7550; sez. VI, 21 novembre 2016, n. 4850).

La redazione giuridica

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