Il segretario generale Onotri: l’Atto di indirizzo presenta diversi elementi di illegittimità

Sindacati vs. Regioni; la querelle sulla Convenzione della medicina generale è ormai all’ordine del giorno. La scorsa settimana il presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Massimo Garavaglia, aveva voluto chiarire l’infondatezza di alcune notizie circolate in merito alla stesura dell’atto di indirizzo specificando che all’elaborazione del testo non aveva partecipato alcuna associazione sindacale. L’assessore lombardo  concludeva la sua nota invitando a porre fine alle polemiche, invitando tutte le parti a un lavoro più proficuo per la difesa dei giusti interessi della categoria dei medici e dei pediatri convenzionati.

Oggi arriva pronta la controreplica dello Smi; proprio il Sindacato Medici Italiani aveva lamentato l’esclusione, a differenza di altri sindacati, dall’elaborazione della bozza presentata dalla Sisac. Con una lettera aperta del Segretario generale Pina Onotri, rivolta proprio a Garavaglia, lo Smi ribadisce di essere rimasta all’oscuro della bozza dell’Atto di indirizzo ricordando, per quanto riguarda la partecipazione di altri sindacati, le parole del ministro Lorenzin che aveva affermato che la proposta era stata formulata con l’accordo della Fimmg.

Il sindacato sottolinea poi che, così come formulato, il testo dell’Atto di Indirizzo presenta diversi profili di illegittimità. “L’evidenza di questa realtà – afferma Onotri – è intanto nel testo della Balduzzi, norma di rango primario, che parla chiaramente di rendere piena ed efficace la continuità dell’assistenza H24, escludendo formule come l’h16, e quindi nel Patto per la Salute che distingue chiaramente, in diversi punti, il ruolo del 118 da quello della guardia medica”.

Un altro aspetto di illegittimità secondo lo Smi sarebbe rappresentato dal blocco dei contratti: “Abbiamo fatto una disamina attenta della sentenza della Corte costituzionale in merito al blocco dei contratti – continua il segretario generale –  e siamo convinti di essere nel giusto: per analogia possiamo riferirla anche all’area della convenzionata. Non è possibile che si scarichino sui medici i costi per il finanziamento dei servizi sanitari sul territorio, come si pretende di fare anche in questa tornata contrattuale della medicina generale”.

Infine, nel rassicurare Garavaglia che lo Smi è “contento della riaperture delle trattative dopo quasi 10 anni di vacanza contrattuale” e nel ribadire che “si è sicuramente disposti a un confronto”, il Sindacato ammonisce tuttavia che “non sottoscriverà mai un accordo peggiorativo dal punto di vista organizzativo e dal punto di vista remunerativo per la medicina generale, che preveda una decurtazione dei compensi e/o in occupazione, soprattutto dei colleghi più giovani, nonché una diminuzione dell’offerta assistenziale per la cittadinanza”.

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