Lettera del presidente dell’Ordine dei Medici meneghino ai Ministri della Salute e dello Sviluppo economico in tema di indennizzo-risarcimento da patologia Covid-19

L’Ordine dei medici di Milano interviene in tema di indennizzo-risarcimento da patologia Covid-19. Lo fa con una lettera del proprio presidente, Roberto Carlo Rossi, indirizzata ai Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, nonché all’ANIA e per conoscenza alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Chirurghi (FNOMCeO).

Se da un lato l’Inail ha chiarito che è fornita tutela infortunistica ai lavoratori che hanno contratto l’infezione Sars-CoV-2 in occasione di lavoro – secondo il consolidato principio normativo che equipara la “causa virulenta” alla “causa violenta” propria dell’infortunio – in ambito polizza privata infortuni, invece, si è acceso un dibattito sull’ammissione in garanzia o meno  delle conseguenze dell’infezione Covid-19 nell’ambito di una polizza infortuni di tipo standard. Una questione – sottolinea Rossi – che riguarda moltissimi privati cittadini, nonché i sanitari titolari si Polizza privata infortuni (personale o collettiva).

In particolare, posto che la definizione di infortunio sia e rimanga quella di evento causativo di lesioni obiettivamente constatabili derivanti da evento fortuito-esterno-violento, la querelle è generata proprio dalla terza determinante, ovvero la violenza, da intendersi quale “concentrazione in breve lasso di tempo” piuttosto che “intensa portata energetica e sollecitazione cinetica brutale”; “ed è anche vero – aggiunge Rossi – che il momento del contagio si concretizza certamente in pochi secondi (inalazione-inspirazione di droplets) anche se tale momento non è di facile individuazione ai fini della verifica-denuncia del momento lesivo.

L’Ordine dei Medici di Milano, pur non volendo prendere posizione in merito, evidenzia come dai vertici di autorevoli espressioni nazionali Medico-Legali (Simla, società scientifica e Sismla, sindacato nazionale), emergano pareri nitidamente favorevoli all’indennizzabilità.

L’Ordine, al riguardo, ritiene opportuno sottolineare pubblicamente alcuni elementi: “E’ principio giuridico codificato e consolidato – si legge nella lettera – che contratti e clausole, allorquando particolarmente complessi, vadano reinterpretate a favore della parte più debole (evidentemente l’assicurato)”.  

Inoltre, per le Compagnie, “si tratterebbe sicuramente di voce di bilancio non particolarmente “pesante” sul piano della mole di sinistri complessivi, a fronte, peraltro, del calo altrattanto certo di eventi sinistrosi in generale derivante dalla situazione di lockdown durante il medesimo lasso di tempo”.

Infine, si richiama all’importante ruolo nell’ambito del tessuto sociale svolto dalle Compagnie Assicuratrici. “Tale ruolo, a nostro avviso – dichiara Rossi – non può essere dimenticato proprio in un momento così difficile per il Paese in generale e, nello specifico, per chi è stato colpito dalle conseguenze di tale virosi”.

In conclusione, quindi, l’Ordine dei Medici di Milano “auspica l’intervento dei Ministeri in indirizzo e di ANIA per invitare le Compagnie, a prescindere dall’andamento del citato dibattito dottrinario, a risolversi ad indennizzare senza remore tali sinistri“.

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