Dinamica del sinistro e nesso di causalità se non provati causano il rigetto della domanda (Cassazione Civile, sez. VI, 07/03/2022,  n.7396).

Dinamica del sinistro e nesso di causalità devono essere debitamente allegati e provati dal soggetto asseritamente non responsabile dell’evento.

Viene impugnata dal motociclista in Cassazione la decisione della Corte d’Appello di Catanzaro che rigettava la domanda per mancata prova della dinamica del sinistro e del nesso di causalità.

Il motociclista citava in giudizio il conducente e la compagnia assicuratrice per la RCA dell’autovettura, per ottenerne la condanna in solido al risarcimento dei danni fisici subiti in occasione del sinistro stradale.

Il Tribunale di Paola dichiarava la responsabilità del conducente dell’auto e lo condannava, in solido con la proprietaria e la compagnia assicuratrice, al risarcimento in favore dell’attore della somma di Euro 18.594,45.

L’assicurazione impugnava in appello e la Corte di Catanzaro, accoglieva il gravame riformando integralmente la sentenza di primo grado rigettando la domanda del motociclista per mancata prova circa la dinamica del sinistro e nesso di causalità.

Il motociclista ricorre in Cassazione deducendo che la sentenza d’Appello rivelerebbe una carenza nella indicazione del criterio logico che ha condotto il Giudice alla formazione del proprio convincimento: in particolare, non vi sarebbe alcuna esplicitazione del quadro probatorio, ma un semplice rimando alle argomentazioni addotte dalla controparte.

Come secondo motivo, viene denunziata l’assenza di una motivazione chiara e lineare, in ordine alla dichiarata non veridicità della dinamica del sinistro.

La Corte territoriale ha riportato le parti salienti delle deposizioni dei testi di parte attrice sulla dinamica del sinistro, rilevandone la contraddittorietà, nonché la genericità e la circostanza che le medesime fossero poco circostanziate tanto da rendere impossibile la ricostruzione dell’accaduto.

Inoltre, ha rilevato che, a fronte di tali incongruenze, lasciava perplessi che fosse stato lo stesso danneggiato a chiamare il 118, facendosi trovare in luogo diverso dal presunto sinistro.  Oltre a ciò, viene rilevato che su un giornale veniva pubblicata  la notizia : “la vigilia della gara è stata segnata dall’incidente occorso al presidente (attore) che si ferisce al mento e alle braccia (…) proprio durante i lavori per la realizzazione del cross test è caduto riportando una grave frattura alla tibia”, sicché ha ritenuto smentita la tesi del sinistro stradale.

La Corte territoriale, ha condiviso i rilievi del perito dell’assicurazione che aveva espresso perplessità sulla veridicità dell’evento evidenziando l’assenza di escoriazioni e/o altri traumi sulla persona investita nonostante l’urto e la caduta dedotti; in ogni caso, non era stato possibile neppure visionare il veicolo in quanto, a dire dell’assicurato, era stato demolito.

Le motivazioni rese dal Giudice d’Appello non inficiano l’impianto motivazionale che si dimostra puntuale e coerente alla luce della complessiva valutazione delle risultanze istruttorie, tutte indirizzate a una differente dinamica del sinistro, rispetto a quella descritta dall’attore.

Non colgono nel segno le censure circa il vizio di motivazione per avere la Corte territoriale motivato per relationem rispetto alle difese della compagnia assicuratrice: ciò in quanto, in primo luogo, non si intuisce quale sia l’atto di parte al quale il giudice avrebbe attinto e, in secondo luogo, dalla lettura del provvedimento impugnato, in ogni caso, risultano percepibili le ragioni di fatto e di diritto assunte dal giudicante alla base del proprio convincimento.

Conclusivamente il ricorso viene dichiarato inammissibile, con spese a carico del ricorrente.

Avv. Emanuela Foligno

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