Respinto il ricorso dell’Inps contro l’ingiunzione a corrispondere a un lavoratore le trattenute operate sul trattamento pensionistico per indebita percezione dell’indennità di disoccupazione

La domanda per ottenere il trattamento di disoccupazione non presuppone la definitività del licenziamento e non è incompatibile con la volontà di impugnarlo, mentre l’effetto estintivo del rapporto di lavoro, derivante dell’atto di recesso, determina comunque lo stato di disoccupazione che rappresenta il fatto costitutivo del diritto alla prestazione, e sul quale non incide la contestazione in sede giudiziale della legittimità del licenziamento. Solo una volta dichiarato illegittimo il licenziamento e ripristinato il rapporto per effetto della reintegrazione le indennità di disoccupazione potranno e dovranno essere chieste in restituzione dall’Istituto previdenziale, essendone venuti meno i presupposti.

Lo ha chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 17793/2020 pronunciandosi sul ricorso presentato dall’Inps contro la decisione dei Giudici del merito di rigettare l’opposizione proposta  avverso il decreto con cui era stato ingiunto all’Ente la restituzione delle trattenute operate sul trattamento pensionistico goduto da un contribuente per indebita percezione dell’indennità di disoccupazione dall’1/1/2005 all’ 1/1/2009 .

La Corte territoriale, nel confermare il diritto del lavoratore a trattenere l’indennità di disoccupazione, aveva rilevato che in tale periodo l’uomo era stato effettivamente disoccupato non percependo alcuna retribuzione e che non era di ostacolo al diritto all’indennità di disoccupazione la sopravvenuta sentenza con cui il Tribunale, nella controversia tra il lavoratore e la datrice, aveva dichiarato la nullità della clausola di apposizione del termine e riconosciuto un rapporto a tempo indeterminato per lo stesso periodo, condannando quest’ultima al risarcimento nella misura delle retribuzioni spettanti dall’ 1/6/2006 data di costituzione in mora.

Inoltre, per una parte del periodo in contestazione (dal 1/6/2006), al lavoratore era stato riconosciuto il risarcimento del danno e non la retribuzione e sussisteva l’interesse del lavoratore, stante il configurarsi di una “res dubia”, a concludere una transazione con riconoscimento di € 45.000 a titolo di danno non patrimoniale, ben inferiore alle annualità non percepite. Pertanto, non era configurabile un’ inerzia del lavoratore a far valere i suoi diritti derivanti dalla sentenza dovendosi valutare anche la concreta possibilità dell’interessato di conseguire gli effetti della sentenza stessa.

Il Giudice dell’appello aveva osservato che il lavoratore non era mai stato reintegrato nel posto di lavoro, né aveva ricevuto spettanze retributive, che ciò escludeva che l’indennità di disoccupazione potesse diventare indebita per il solo fatto di aver ottenuto una sentenza favorevole e che comunque nei confronti dell’Inps si doveva avere riguardo, non alla sentenza, ma alla transazione intercorsa con la datrice.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte l’Inps eccepiva che l’accertamento giudiziale di un valido rapporto di lavoro a tempo indeterminato per lo stesso periodo escludeva la sussistenza del diritto a percepire l’indennità di disoccupazione,  che il lavoratore era rimasto inerte e la mancata concretizzazione di quanto statuito dalla sentenza era conseguenza dell’inerzia del lavoratore .

I Giudici Ermellini, tuttavia, hanno ritenuto  il ricorso infondato. Dal Palazzaccio hanno evidenziato che l’evento coperto dal trattamento di disoccupazione è l’involontaria disoccupazione per mancanza di lavoro, ossia quella inattività, conseguente alla cessazione di un precedente rapporto di lavoro, non riconducibile alla volontà del lavoratore, ma dipendente da ragioni obiettive e cioè mancanza della richiesta di prestazioni del mercato di lavoro. La sua funzione è quella di fornire in tale situazione ai lavoratori (e alle loro famiglie) un sostegno al reddito, in attuazione della previsione dell’art. 38 II comma della Costituzione e che tale presupposto si verifica anche nel caso di scadenza del termine contrattuale, in cui la cessazione del rapporto non deriva da iniziativa del lavoratore.

Anche nel caso esaminatosi era verificata una situazione di disoccupazione all’esito della scadenza del termine contrattuale non ostandovi il fatto che in presenza di una sentenza dichiarativa dell’illegittimità del detto termine contrattuale e di conversione del rapporto a tempo indeterminato ex tunc, fosse intervenuta tra le parti una transazione prevedente la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, la regolarizzazione previdenziale e l’erogazione di un importo a titolo di danno non patrimoniale.

Circa la sentenza di conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato nonché in ordine al comportamento del lavoratore che, secondo l’Inps, colpevolmente non l’avrebbe posta in esecuzione, la Cassazione  ha osservato che “l’impugnazione giudiziale della legittimità del recesso datoriale costituisce un diritto, ma non un obbligo del lavoratore, e che l’intervenuta disoccupazione involontaria deve valutarsi alla stregua e al momento dell’atto risolutivo”.

Inoltre, “neppure può ritenersi idonea ad escludere l’indennità di disoccupazione la mera ricostituzione de iure del rapporto, sia pure con sentenza esecutiva, essendo necessario per garantire l’effettività della tutela che a detta reintegra sia data effettiva attuazione, con la realizzazione di una situazione de facto tale da escludere la sussistenza della situazione di disoccupazione protetta ex lege”.

In conclusione, “anche qualora sia stata resa in sede di impugnativa del termine contrattuale una sentenza di conversione ex tunc del rapporto di lavoro, elemento ostativo alla percezione dell’indennità di disoccupazione sarebbe dunque l’effettiva ricostituzione del rapporto, nei suoi aspetti giuridici ed economici”, che nel caso non si era realizzata, atteso che la sentenza impugnata aveva accertato che il lavoratore non era mai stato reintegrato e che per il periodo in contestazione non aveva ricevuto le proprie spettanze retributive”.

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