Dichiarato inammissibile dalla Cassazione il ricorso volto a contestare le conclusioni del consulente tecnico di ufficio in relazione all’eziologia professionale della malattia

Nelle controversie in materia di prestazioni previdenziali e assistenziali derivanti da patologie dell’assicurato, le conclusioni del consulente tecnico di ufficio sulle quali si fonda la sentenza impugnata possono essere contestate in sede di legittimità solo ex art. 360 n. 5 c.p.c. e nella misura in cui si denunci una documentata devianza dai canoni fondamentali della scienza medico-legale o dai protocolli praticati per particolari assicurazioni sociali, risolvendosi altrimenti in un mero dissenso diagnostico non deducibile in sede di legittimità. E’ sulla base di tale motivazione che la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21301/2020 ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo contro la decisione dei Giudici del merito di escludere l’eziologia professionale della malattia denunciata e, conseguentemente, di rigettare la sua domanda concernente le connesse prestazioni previdenziali.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte, il ricorrente lamentava, con un unico articolato motivo di censura, che la Corte di merito avesse “accolto acriticamente le conclusioni peritali nonostante la loro manifesta illogicità e lacunosità laddove esclud[ono] la natura professionale delle protrusioni discali, discopatie ed ernie discali multiple riscontrate […] in virtù della […] natura multifattoriale e [del]la diffusione nella popolazione nazionale di pari età, ritenendo assenti o comunque insufficienti altri elementi utili per definire di natura tecnopatica la rachipatia accertata”.

Gli Ermellini hanno tuttavia evidenziato che la doglianza si proponeva di veicolare – “ad onta del riferimento a presunte violazioni di legge sostanziale e processuale” – una richiesta di riesame del giudizio di fatto in base al quale la Corte territoriale aveva escluso “la ricorrenza in specie dell’etiologia professionale della malattia denunciata in fattispecie di doppia conforme di merito”, in relazione alla quale la denuncia di omesso esame circa un fatto decisivo non poteva essere ammessa.

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