Respinto il ricorso di un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, che invocava la particolare tenuità del fatto per aver impattato con un veicolo fermo senza produrre un pericolo per la pubblica incolumità

Era stato condannato in sede di merito per il reato di guida in stato di ebbrezza, di cui all’art. 186, commi 2 lett. c), 2 bis C.d.S., provocando un sinistro stradale. L’automobilista, al quale era stato riscontrato un tasso alcolemico pari a gr/I 2,8, era andato a impattare con la sua auto contro un’altra vettura parcheggiata  sulla via.

L’uomo, tuttavia, nell’impugnare la decisione davanti alla Suprema Corte di Cassazione contestava alla Corte territoriale l’affermazione secondo cui il veicolo parcheggiato avesse subito danni apprezzabili, tali da rendere necessaria la sostituzione del paraurti anteriore e posteriore del veicolo coinvolto, eccependo ciò non risultava dagli atti del processo.

Pertanto, a suo avviso, l’argomento della significatività dei danni, non essendo stato dimostrato che il proprietario del mezzo avesse dovuto provvedere alla riparazione, non poteva essere posto a sostegno del diniego dell’applicazione delle causa di non punibilità prevista dall’art. 131 bis cod. pen. Così come non poteva affermarsi che la sua condotta avesse prodotto un pericolo per la pubblica incolumità, incompatibile con l’esiguità del danno e del pericolo di cui alla disposizione invocata, posto che non vi era prova nel processo della presenza di persone sul luogo del sinistro.

I Giudici di Piazza Cavour, con la sentenza n. 33868/2020 hanno ritenuto di non aderire alle doglianze del ricorrente giudicandole inammissibili in quanto manifestamente infondate.

La Corte di appello, infatti, aveva affrontato espressamente la doglianza proposta dalla ricorrente facendosi carico del chiarimento della ragioni del diniego della causa di non punibilità, nel caso di specie, facendo preciso riferimento alla ‘non particolare tenuità del fatto’ stante la non esiguità del pericolo cagionato alla pubblica incolumità, posto che il sinistro era intervenuto in centro abitato, fra le 17 e 17,30.

Inoltre, facendo riferimento alle fotografie in atti, il Collegio distrettuale aveva evidenziato la sussistenza di danni significativi all’auto investita, che si trovava parcheggiata sulla pubblica via. A fronte di questa motivazione, accompagnata da prove documentali dalle quali emergeva l’entità del danno, indipendentemente dalla sua effettiva riparazione, e al riferimento alla situazione tipica di un centro abitato, ovviamente trafficato nel corso del pomeriggio, il ricorrente si era limitato ad opporre considerazioni poco conferenti in ordine alla particolare tenuità del fatto.

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