Il modulo CAI è generico e vago riguardo la modalità del sinistro e non riporta la raffigurazione delle vie di percorrenza dei due i veicoli (Tribunale di Monza, sez. II, Sentenza n. 1127/2021 del 01/06/2021)

Gli attori, rispettivamente, terza trasportata e proprietario del veicolo Dacia Logan, mentre si trovavano a bordo di tale autovettura erano stati urtati dal veicolo straniero assicurato con City Insurance PLC, il quale, nell’impegnare l’incrocio al fine di svoltare a sinistra, in violazione dell’art. 154 C.d.S. non avrebbe dato la precedenza al veicolo attoreo.

Viene citato a giudizio l’U.C.I. (Ufficio Centrale Italiano), passivamente legittimato ai sensi del D.Lgs. n. 209 del 2005, artt. 125 e 126 essendo il veicolo investitore non italiano.

La causa viene istruita con l’escussione di due testi indicati dagli attori e mediante espletamento di una CTU medico-legale.

L’UCI ha prodotto l’atto sottoscritto dall’attore (proprietario del veicolo Dacia) in data 10.9.2015 per effetto del quale quest’ultimo, nell’accogliere la proposta transattiva proveniente da Dekra Italia s.r.l., quest’ultima a propria volta per conto e nell’interesse di City Insurance, compagnia assicurativa del veicolo responsabile, ha ricevuto ed accettato l’importo offerto e onnicomprensivo di Euro 3.300,00 “a saldo e stralcio di ogni pretesa, anche futura, connessa al succitato sinistro, assumendo così in modo pieno e consapevole anche il rischio di eventuali danni futuri non ancora manifestatisi, dichiarando di aver attentamente valutato tale circostanza all’atto di accettazione del presente accordo transattivo e di non aver più nulla a che pretendere, a nessun titolo, in conseguenza di tale sinistro rilasciando così definitiva quietanza”.

Trattasi, all’evidenza, di un atto di transazione tombale a cui l’attore ha semplicemente opposto una scarsa comprensione del significato delle locuzioni utilizzate senza, tuttavia, dedurre alcun vizio idoneo ad inficiarne l’avvenuta sottoscrizione.

I termini utilizzati nell’accordo sono più che comprensibili e non necessitavano dell’intervento di un legale per comprendere le conseguenze che sarebbero scaturite dalla sottoscrizione, ivi compresa la rinuncia a qualsivoglia ulteriore danno materiale e/o riflesso riconnesso al sinistro.

In punto di responsabilità, il Tribunale non condivide l’imputazione esclusiva dell’evento in capo al proprietario del veicolo straniero.

Il modulo CAI è generico e vago riguardo la modalità del sinistro e non riporta la raffigurazione delle vie di percorrenza dei due i veicoli.

Inoltre, non corrisponde la svolta a sinistra apparentemente effettuata dal veicolo responsabile con i danni rispettivamente subiti da entrambi gli autoveicoli: in particolare, quanto alla localizzazione di tali danni, in entrambi i mezzi sono stati riportati nella parte anteriore, il che parrebbe presupporre uno scontro frontale laddove, invece, lo schizzo riprodotto nel C.A.I. individua una posizione ortogonale tra i veicoli con una croce apposta, relativamente al veicolo “B”, sull’indicazione “girava a sinistra”. Ma, a ben vedere, se così fosse realmente stato, danni riportati da tale ultimo veicolo avrebbero, quantomeno in buona parte, essere rilevati sulla parte anteriore sinistra mentre null’altro è dato evincere con sufficiente approssimazione in ordine a tali elementi.

Per tali ragioni, ritiene il Tribunale di ricorrere alla presunzione di pari corresponsabilità dei due conducenti prevista dall’art. 2054 c.c., comma 2, nella misura del 50%.

Conclusivamente, la domanda dell’attore (proprietario della Dacia) viene rigettata; e il Tribunale accertata e dichiarata la co-imputabilità ai sensi dell’art. 2054 c.c., comma 2, condanna l’ U.C.I. a rifondere alla terza trasportata il 50% del danno non patrimoniale subito a seguito del sinistro liquidato in complessivi euro 30.863,99, oltre al pagamento delle spese di lite liquidate in euro 8.040,00.

Avv. Emanuela Foligno

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