Negato il risarcimento del danno a una automobilista che chiedeva di essere risarcita dei danni patiti in seguito all’impatto con un capriolo su una strada comunale

Aveva convenuto in giudizio il Comune chiedendo il risarcimento dei danni arrecati a un’autovettura di sua proprietà a causa dell’impatto con un un capriolo che si era immesso improvvisamente sulla carreggiata di una strada appartenente all’ente locale.

il Giudice di Pace aveva accolto la domanda, ma il Tribunale aveva riformato la pronuncia ritenendo che, pur rispondendo la pubblica amministrazione, proprietaria della strada, secondo l’art. 2051, cod. civ., si trattava di un evento statisticamente improbabile e imprevedibile, non essendo stato provato che la via fosse interessata da un elevato numero di attraversamenti di fauna selvatica, tale da imporre una segnaletica di pericolo.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte l’attrice eccepiva che il Tribunale avrebbe errato mancando di considerare che non si trattava di verificare la sussistenza o meno del nesso causale tra l’evento e l’omissione colposa, consistente nella mancata apposizione di segnaletica di pericolo, bensì tra il primo e la cosa, ossia la strada, in termini di oggettiva regolarità eziologica.

Gli Ermellini, tuttavia, con l’ordinanza n. 28099/2021 hanno ritenuto di non aderire alle argomentazioni proposte.

Dal Palazzaccio hanno premesso che “vi è un giudicato interno sulla qualificazione della fattispecie in termini di responsabilità custodiale dell’ente proprietario della strada, sicché non viene in rilievo la diversa sussunzione nel perimetro della responsabilità ai sensi dell’art. 2052, cod. civ., del titolare della cura e gestione della fauna selvatica; nel diverso ambito segnato dall’art. 2051, cod. civ., invece, deve richiamarsi la differente (e precedente) nomofilachia a mente della quale la norma in parola, nell’affermare la responsabilità del custode della cosa per i danni da questa cagionati, individua un criterio d’imputazione che prescinde dalla colpa operando sul piano oggettivo dell’accertamento del rapporto causale tra la cosa stessa e l’evento dannoso, e della ricorrenza del caso fortuito, quale elemento idoneo a elidere tale rapporto causale; in questo differente quadro, deve ritenersi che la corretta disamina della vicenda oggetto della sentenza impugnata richiedeva di accertare – essendo pacifica la derivazione del danno dalla presenza del capriolo sulla sede stradale- se ricorressero o meno gli estremi del caso fortuito, ossia dell’obiettiva imprevedibilità “ex ante” dell’immissione nella carreggiata dell’animale (quale fenomeno generale), e se tale immissione conservasse, al momento del sinistro, i connotati di eccezionalità e inevitabilità, anche per quel conducente, cioè, in quella specifica circostanza”.

Il Tribunale aveva accertato in fatto, al di là dei riferimenti agli obblighi di segnaletica, che l’immissione improvvisa nella sede stradale dell’animale era statisticamente e dunque oggettivamente imprevedibile, rimanendo quindi assorbito il secondo tema di accertamento, ossia se, qualora quell’evento fosse stato prevedibile “ex ante” quale fenomeno generale e, quindi, rientrante nella regolarità causale determinante la responsabilità custodiale in questione, fosse stato però evitabile dal soggetto guidatore, con condotta sopravvenuta integrante, sotto tale profilo, il caso fortuito interruttivo del nesso eziologico.

La redazione giuridica

Hai vissuto una situazione simile e vuoi ottenere, in breve tempo, il risarcimento del danno subito? Scrivici per una consulenza gratuita di procedibilità a redazione@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Liquido oleoso provoca la caduta, si al risarcimento per omessa custodia

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui