Il giudice ha ritenuto inadeguato l’atteggiamento della moglie che si presentava come una donna libera e molto disinibita

Rischia l’addebito della separazione la moglie che viene ritratta sui social network in discoteca, in abiti succinti, assieme alla figlia. E’ quanto accaduto a una donna toscana per effetto di una sentenza (n. 1100 del 2016) del Tribunale di Prato. Nel caso in questione il marito aveva chiesto la separazione con addebito alla moglie e il versamento da parte di questa di un assegno mensile di almeno 150 euro, quale contributo al mantenimento di una delle figlie, maggiorenne ma non ancora economicamente autosufficiente.

Per l’uomo il matrimonio “di lunga durata e senza particolari problemi”, era entrato in crisi quando la moglie aveva improvvisamente  iniziato “a comportarsi in maniera inspiegabile e censurabile”. Tra gli episodi riportati, ad esempio, il prelievo in contanti da parte della donna di una cifra di oltre 15.000 euro dal conto corrente cointestato ai coniugi, le spese eccessive dal parrucchiere e dall’estetista, la richiesta di finanziamenti personali all’insaputa del marito, il furto della corrispondenza dei vicini (con conseguente procedimento penale a suo carico).

Sempre a detta del marito, inoltre, la coniuge aveva condotto la figlia sedicenne in discoteca, facendola vestire in modo non adeguato alla sua età e facendole addirittura scattare delle fotografie provocanti, alcune delle quali erano poi state pubblicate su Facebook. Infine, aveva “lasciato la casa familiare, ostentando una relazione extraconiugale nel frattempo intrapresa, aveva smesso di contribuire al mantenimento dei figli ed anzi faceva ritorno a casa durante il giorno, in assenza del marito, per mangiare e per farsi la doccia”.

La donna, a sua volta, si era difesa evidenziando che “l’unione familiare si era logorata da molti anni e che già dal 2004 i due coniugi dormivano in camere separate”, attribuendo tale crisi al carattere intollerante e aggressivo del marito, alla base peraltro della sua decisione di allontanarsi da casa. La signora, inoltre, contestava tutte le affermazioni fatte dall’uomo in relazione al comportamento tenuto nei confronti della figlia.

Il Tribunale – data l’evidenza che la prosecuzione della convivenza, già interrotta da alcuni anni, era intollerabile – ha riconosciuto i presupposti per l’accoglimento della richiesta di separazione. In merito alla domanda di addebito, inoltre, la sentenza ha evidenziato come fosse stato accertato che la moglie aveva lasciato la casa coniugale, così come erano effettivamente emerse delle fotografie pubblicate su facebook, che ritraevano figlia e mamma in abiti succinti all’interno di una discoteca; un atteggiamento ritenuto inadeguato sia “per la figlia sedicenne perché troppo giovane”, sia “per la madre ultraquarantenne per il motivo opposto”. Quest’ultima, inoltre “non si presentava al mondo come una moglie vessata e sofferente, ma come una donna libera e molto disinibita”.

Sulla base di tali elementi il giudice ha ritenuto provata la domanda di addebito, attribuendo alla moglie l’irreversibile crisi matrimoniale che aveva condotto alla separazione e ha accolto la richiesta del marito  relativa al versamento dell’ assegno per il mantenimento della figlia. La donna, infatti, aveva in vari modi “infranto il legame di fiducia con il marito, sia per il suo comportamento personale, sia per l’esempio/incitamento alla figlia, vista quasi come compagna di avventure, sia per essersi appropriata di denaro familiare e averlo speso senza renderne conto al marito, sia con condotte strane, forse da cleptomane”.

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