Sono accusati di concorso in omicidio colposo per il decesso si un 68enne morto per una infezione non curata nel 2019

Il Gup del Tribunale di Ragusa ha rinviato a giudizio due medici del reparto di ortopedia dell’ospedale di Vittoria. I camici bianchi sono accusati di concorso in omicidio colposo per il decesso di un paziente di 68 anni, morto per le conseguenze di uno shock settico nel 2019 dovuto a una infezione non curata.

Secondo quanto ricostruito dal Pubblico ministero titolare del fascicolo e riportato dal quotidiano La Sicilia, l’uomo, da anni sofferente di artrite reumatoide, a inizio giugno di quell’anno si sarebbe rivolto a due diverse strutture sanitarie in seguito al drastico peggioramento delle proprie condizioni per un forte dolore nella zona lombare che gli avrebbe creato serie difficoltà motorie. In entrambi i casi sarebbe stato dimesso con una diagnosi di lombalgia ma, non provando beneficio dalle terapie mediche prescritte sarebbe stato ricoverato in preda a fortissimi dolori presso il nosocomio di Vittoria con una diagnosi di accettazione di frattura pluriframmentaria di due vertebre lombari.

Nei giorni successivi le sue condizioni sarebbero continuate a peggiorare progressivamente, con l’aumento del dolore, l’insorgere di un forte stato febbrile e di problemi di tipo neurologico. Da li la decisione del personale sanitario di trasferirlo in Rianimazione dove il suo cuore avrebbe cessato di battere senza la possibilità di intervenire.

La tragica scomparsa aveva determinato l’apertura di un’inchiesta e l’autopsia disposta dalla magistratura aveva evidenziato che la morte era avvenuta per le conseguenze di uno shock settico, causato dalla mancata tempestiva cura di una sepsi intervenuta nella zona delle due fratture vertebrali.

Secondo l’ipotesi accusatoria quell’infezione, seppur difficile da curare, se trattata tempestivamente, in concomitanza dell’insorgere degli evidenti sintomi, avrebbe potuto avere conseguenze meno tragiche.

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