Il caso di un turista che chiedeva il risarcimento del danno subito a causa di un infortunio durante una escursione inclusa nel pacchetto di viaggio

Con l’ordinanza n. 8124/2020 la Corte di Cassazione si è pronunciata che aveva agito in giudizio nei confronti di un’agenzia di viaggi per vedersi riconoscere il ristoro del danno subito a causa di un infortunio durante una escursione.

In sede di merito la pretesa risarcitoria era stata negata in quanto i Giudici avevano ritenuto che il ruolo di organizzatore del viaggio fosse in realtà riferibile a un soggetto terzo che risultava la persona cui rivolgersi per la prenotazione e i pagamenti, avendo egli organizzato il pacchetto turistico, combinando i vari elementi del soggiorno e i correlati servizi turistici ricreativi, quali le escursioni.

Tale individuo  assumeva, pertanto, il ruolo di tour operator, quantunque non in forma professionale.

Non risultava poi provato, non essendo la fattura idonea allo scopo, se la quota del pacchetto inerente all’alloggio fosse stata versata direttamente dai villeggianti alla convenuta, ovvero per il tramite del soggetto sopraindicato, nel suo ruolo di organizzatore del viaggio. Era infatti verosimile che l’agenzia di viaggi risultasse mero intermediario per l’acquisto del solo soggiorno alberghiero. Pertanto, “le circostanze che avevano condotto al sinistro, attribuite a imperizia e imprudenza della guida responsabile dell’escursione, avrebbero dovuto essere contestate all’effettivo organizzatore del viaggio che nei confronti del turista consumatore risponde, per tutte le inadempienze inerenti al pacchetto venduto, solidalmente con chi ha fornito il singolo servizio, che nel caso di specie deve essere identificato nella guida e non nella società convenuta”.

L’impugnante deduceva davanti alla Suprema Corte che il Giudice dell’appello non aveva applicato correttamente il principio stabilito da precedenti giurisprudenziali, in base ai quali il venditore, per quanto non direttamente responsabile delle prestazioni promesse dall’organizzatore, ha comunque l’obbligo di scegliere con diligenza l’organizzatore che ha assemblato il pacchetto turistico che intende vendere, e pertanto, ove venga provato che quest’ultimo non ha assunto le cautele necessarie, potrà essere considerato egli stesso responsabile, potendosi poi rivalere nei confronti di colui che ha effettivamente prestato il servizio.

I Giudici Ermellini hanno ritenuto di aderire alle argomentazioni proposte, accogliendo il ricorso e cassando la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di appello, in diversa composizione.

La Cassazione ha rilevato che, pur avendo la Corte di merito dato atto che nella brochure dell’agenzia di viaggi convenuta dovesse farsi riferimento all’organizzatore del viaggio per ogni ulteriore dettaglio (quale l’escursione), essa non aveva considerato il principio di diritto applicabile alla materia de qua, in base al quale l’organizzatore e il venditore di un pacchetto turistico, secondo quanto stabilito dalla normativa applicabile ai rapporti sorti anteriormente all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 206 del 2005, è tenuto a risarcire il danno subito dal consumatore anche quando la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ai terzi, della cui opera si sia avvalso per fornire la complessiva prestazione, salvo il diritto a rivalersi nei confronti di questi ultimi.

Difatti, l’organizzatore e il venditore di un pacchetto turistico assumono, nell’ambito del rischio di impresa, un’obbligazione di risultato nei confronti dell’acquirente e, pertanto, la loro responsabilità solidale sussiste ogniqualvolta sia ravvisabile una responsabilità contrattuale diretta del prestatore di servizi nei confronti del consumatore per il servizio resogli (o non resogli), e non è correlata ad un difetto di diligenza nella scelta del prestatore di servizi di cui si avvalga il venditore del pacchetto, ovvero alla possibilità di controllarne in concreto le modalità operative nell’esecuzione della prestazione .

Pertanto, la Corte di merito, in sede di rinvio, dovrà rivalutare la fattispecie alla luce del suddetto principio e degli oneri di prova gravanti sull’agenzia di viaggio convenuta, che ha emesso la fattura direttamente nei confronti della parte ricorrente, vittima d infortunio durante una escursione, per il pacchetto de quo, risultando essa quale venditrice del pacchetto turistico in cui era indicato il soggetto cui fare riferimento per l’organizzazione delle escursioni.

La redazione giuridica

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