Il CTU ha accertato la presenza di postumi permanenti riconducibili all’infortunio e la congruità del periodo di inabilità temporanea assoluta che l’Inail aveva invece escluso (Tribunale di Castrovillari, Sez. Lavoro, Sentenza n. 1459/2021 del 14/09/2021 RG n. 497/2015)

Il lavoratore conviene in giudizio l’INAIL, esponendo di essere stata vittima di un infortunio sul lavoro, occorso in data 12.6.2013, per il quale gli era stata riconosciuto dall’Istituto resistente, solo un parziale indennizzo per ITA, con esclusione del periodo dal 12.6.2013 al 10.10.2013.

Il ricorrente, pertanto, contesta tale provvedimento e chiede il riconoscimento al diritto a percepire la rendita con riconoscimento di un danno biologico in misura del 16%. Il tutto con accessori di legge, vittoria di spese e competenze di lite.

L’Inail si costituisce in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso perché infondato e il Giudice dispone CTU Medico-Legale.

Preliminarmente viene dato atto che la disciplina è quella dettata dal D.Lgs. 38/2000, il quale all’art 13 prevede il diritto a percepire la rendita per menomazioni di grado superiore al 16% e il diritto a percepire l’indennizzo per menomazioni di grado inferiore al 16%.

Il CTU nominato ha accertato in capo al lavoratore una menomazione nella misura del 6% e il Giudicante, considerando anche le repliche alle osservazioni delle parti, ne condivide le conclusioni.

Il Consulente, inoltre, ha accertato anche la sussistenza di invalidità temporanea assoluta per il periodo dal 12.6.2013 al 10.10.2013, che l’Inail aveva invece escluso.

Pertanto, la domanda del lavoratore viene accolta e l’Inail viene condannato a corrispondere al ricorrente un indennizzo per il danno biologico nella misura del 6%, con decorrenza da gennaio 2014, oltre indennizzo per inabilità temporanea assoluta, dal 12.6.2013 al 10.10.2013.

Sui ratei maturati devono essere corrisposti interessi e rivalutazione come per legge e, relativamente alle spese di lite, viene applicata la regola della soccombenza.

Riassumendo, il Giudice del Lavoro:

1) condanna l’INAIL, in persona del suo Presidente p.t., alla corresponsione in favore del ricorrente di un indennizzo per una menomazione della integrità psico-fisica pari al 6 %, con decorrenza da gennaio 2014, con interessi e rivalutazione nei limiti di legge, dal dì del dovuto fino al soddisfo, detratto quanto già corrisposto in precedenza;

2) condanna l’INAIL a pagare le spese di giudizio liquidate in euro 1.800,00, oltre accessori di legge, con distrazione ex art 93 cpc;

3) condanna l’INAIL a pagare integralmente le spese di CTU.

Avv. Emanuela Foligno

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