Pacifica la prova del nesso causale, il CTU ha accertato una percentuale di invalidità del 8%, rispetto al 6% riconosciuto dall’Inail (Tribunale di Bari, Sez. Lavoro, mediante Sentenza n. 3366/2021 del 23/11/2021-RG n. 9619/2020)

Il ricorrente espone che l’Inail gli ha riconosciuto il 6% di invalidità quale conseguenza di un infortunio in itinere, tuttavia sarebbero residuati maggiori postumi invalidanti di cui invoca il riconoscimento.

Il CTU ha confermato l’esistenza dei postumi denunciati dal ricorrente (esiti di rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio dx con rottura a manico di secchio del menisco mediale sottoposti a intervento chirurgico di ricostruzione LCA e meniscectomia mediale), riconoscendo la sussistenza di un aggravamento rispetto a quanto accertato dall’istituto.

Il D.Lgs. n. 38/2000, recante “Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144”, il quale all’ art. 10, comma 4, ribadisce che sono considerate malattie professionali anche quelle non comprese nelle tabelle del Testo Unico ma per le quali il lavoratore dimostri l’origine professionale.

L’art. 13, poi, definisce il danno biologico come “lesione all’integrità psicofisica suscettibile di valutazione medico legale” e ne sancisce il ristoro, se conseguente a infortunio sul lavoro o a malattia professionale, in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato.

Il nuovo sistema indennitario dell’invalidità permanente prevede una franchigia per gradi di menomazione del 6 % e si attua attraverso tre tabelle (DM 12.7.2000):

1) tabella delle menomazioni comprensiva degli aspetti dinamico – relazionali, che sostituisce le due tabelle dell’industria e dell’agricoltura previste nel Testo Unico e basate sulla perdita dell’attitudine al lavoro (nell’ ambito della quale si trova la ” Tabella delle menomazioni sistema nervoso e psichico” che al n. 181 riporta il “Disturbo post -traumatico da stress cronico severo, a seconda dell’efficacia della psicoterapia, sino a 15);

2) tabella di indennizzo del danno biologico, da applicare in riferimento all’età dell’assicurato al momento della guarigione clinica, per l’indennizzo di menomazioni superiori al 16 % ed erogate in rendita. Le menomazioni inferiori o uguali al 16 % sono erogate in capitale;

3) tabella dei coefficienti che costituiscono indici di determinazione della percentuale di retribuzione da prendere in riferimento per l’indennizzo delle conseguenze patrimoniali, in relazione alla categoria di attività lavorativa di appartenenza dell’assicurato e alla ricollocabilità dello stesso.

Ciò posto, il danno biologico comportante una invalidità permanente superiore al 6%, causalmente connessa con l’attività lavorativa può rientrare nell’indennizzo Inail.

Pacifica la prova del nesso causale, il CTU ha accertato maggiori postumi invalidanti per una percentuale di invalidità dell’8%, rispetto al 6% riconosciuto dall’Inail.

La domanda del lavoratore viene accolta e l’Inail viene condannato alla liquidazione di un indennizzo in capitale per una percentuale pari all’8 % di inabilità permanente a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Il credito per sorte capitale deve essere maggiorato degli interessi legali, ovvero rivalutato, qualora la svalutazione monetaria dovesse essere stata nel tempo superiore al tasso legale di interesse, con decorrenza dal 121 giorno successivo alla maturazione del diritto, sino all’ effettivo soddisfo.

Spese di giudizio e di CTU in capo all’Inail.

Avv. Emanuela Foligno

Sei vittima di un incidente sul lavoro o ritieni di aver contratto una malattia professionale? Affidati ai nostri esperti per una consulenza gratuita. Clicca qui

Leggi anche:

Lesione delle giunzione miotendinea prossimale causata da infortunio

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui