Intervento chirurgico senza colpa, dopo 20 anni di causa scatta la restituzione del risarcimento

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La Terza Sezione Civile della Cassazione chiude definitivamente una vicenda giudiziaria protrattasi per due decenni: la doppia riduzione al 20% sul danno da consenso informato non è una scelta del giudice di rinvio, ma un obbligo vincolante. E per i familiari scatta la restituzione del risarcimento in eccesso (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 29 maggio 2026, n. 16928).

Una malformazione cerebrale, un’operazione, una vita distrutta

Nel luglio 2006 una donna viene sottoposta a un intervento neurochirurgico di asportazione di una malformazione artero-venosa cerebrale. L’esito è devastante: danno neurologico permanente del 95%, perdita totale dell’autonomia nelle attività quotidiane. I familiari — il marito e la figlia — citano in giudizio il chirurgo e la struttura universitaria presso cui l’operazione era stata eseguita, sostenendo due cose: che l’intervento fosse stato eseguito male, e che la paziente non fosse stata adeguatamente informata dei rischi, delle possibili complicanze e delle alternative terapeutiche.

Il Tribunale di Roma rigetta tutto sulla base della CTU, che esclude qualsiasi profilo di colpa nella conduzione diagnostica

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