Il ricorrente ha diritto alla tutela del rischio da inabilità permanente al lavoro e la società datrice viene condannata al versamento dell’indennizzo di euro 350.000,00, oltre ad interessi legali dalla data di presentazione della domanda (Tribunale di Fermo, Sez. lavoro, Sentenza n. 191/2021 del 12/10/2021-RG n. 643/2020)

Il ricorrente, premettendo di avere lavorato sino al mese di dicembre 2018, data di presentazione delle proprie dimissioni per inabilità permanente al lavoro, e di avere ricoperto più incarichi, da ultimo quello di assistente back office corporate, espone:

  • di avere patito, a partire dal 2007, gravi problemi di salute e subito interventi chirurgici che avevano determinato assenze continuative per malattia;
  • di essere invalido civile totale dal 2013 e di essere stato valutato totale inabile al lavoro dal 2018;
  • che a termini del CCNL Credito era operativa una polizza assicurativa stipulata dal datore a favore dei propri dipendenti per il caso morte da ogni causa e invalidità permanente da infortunio oltre al rischio inabilità permanente, coperto dal I marzo 2017 per il massimale assicurato di euro 350.000,00 , in favore del personale inquadrato come Area Professionale e Quadro Direttivo;
  • che dal 1 giugno 2018, in virtù del nuovo Regolamento di attuazione della copertura assicurativa, la garanzia per inabilità totale al lavoro era stata estesa al caso di invalidità preesistenti;
  • di avere richiesto il 18 luglio 2018 la liquidazione della somma alla Compagnia, deputata alla gestione operativa delle coperture e dei trattamenti, la quale aveva inizialmente ritenuto applicabile il regolamento di Polizza in vigore dal I giugno 2018, mutando poi orientamento e reputando che l’evento lamentato fosse soggetto al regolamento di Polizza del I marzo 2017, che non includeva la copertura delle Inabilità Totali lavorative preesistenti;
  • che in virtù del regolamento di polizza in vigore dal I giugno 2018 “per le pratiche presentate dal 01.06.2018 eventuali invalidità preesistenti alla entrata in vigore della copertura non comportano esclusione dalla garanzia”;
  • che era illegittimo il diniego di versamento fondato sulla circostanza che la domanda all’INPS per ottenere il riconoscimento della inabilità lavorativa era stata inoltrata in data 6 marzo 2018 e dunque in data antecedente alla sua entrata in vigore.

Il ricorrente insiste, dunque, per la declaratoria di operatività della polizza in vigore dal 1 giugno 2018 e di riconoscimento dell’indennizzo massimo previsto in euro 350.000,00, oltre ad interessi legali dalla domanda amministrativa al saldo effettivo.

La Società deduce:

  • che , secondo l’art. 15 dell’ Accordo sulle ricadute del Piano di Trasformazione 2019 del Gruppo, i risparmi ottenuti con il raggiungimento degli obiettivi di razionalizzazione delle forme di previdenza complementare sarebbero stati utilizzati prioritariamente al fine di costituire un sistema integrato di sostegno economico ai superstiti dei dipendenti – Aree Professionali e Quadri Direttivi – deceduti in costanza di attività lavorativa presso un’Azienda del Gruppo e la copertura avrebbe garantito un intervento economico in caso di morte del dipendente a seguito di malattia, modulato in relazione alla situazione del proprio nucleo familiare;
  • che dal 1 marzo 2017 sarebbe stata introdotta una copertura in caso di inabilità totale al lavoro del dipendente a seguito di malattia;
  • che l’accordo sindacale prevedeva per la prima volta, a decorrere dal I marzo 2017, una copertura, in regime sempre di autoassicurazione, per il caso di inabilità totale al lavoro del dipendente a seguito di malattia;
  • che era intervenuto un primo regolamento, secondo cui la società avrebbe corrisposto il trattamento per Inabilità Totale Permanente, previsto in euro 350.000,00 all’esistenza congiunta di certificazione da parte dell’INPS dell’Inabilità Totale Permanente e cessazione del Rapporto di Lavoro successivamente al I Marzo 2017, purché non esistessero stati invalidanti preesistenti;
  • che, in base a successivo regolamento, stati invalidanti preesistenti alla data di decorrenza della copertura erano da escludersi dal perimetro degli eventi indennizzabili , in coerenza con l’art. 1895 c.c.;
  • che il ricorrente presentava invalidità preesistenti all’entrata in vigore della copertura assicurativa, anteriori al I marzo 2017, essendo stato riconosciuto invalido civile al 100% sin dal 2013;
  • che il regolamento I giugno 2018 eliminava espressamente la causa ostativa del pregresso stato invalidante solo con riguardo alle pratiche presentate all’INPS, per il riconoscimento della inabilità totale permanente, dopo il I giugno 2018;
  • che il lavoratore aveva presentato all’I.N.P.S. domanda per il riconoscimento dell’inabilità il 6-13 marzo 2018.

Ciò posto, il ricorrente, a seguito di presentazione delle dimissioni al datore di lavoro, ha inoltrato il 18 luglio 2018 domanda di denuncia di inabilità permanente totale, volta al la liquidazione della somma riconosciuta ai soggetti riconosciuti inabili assoluti sul lavoro.

La domanda, fondata sulla Polizza assicurativa stipulata dal datore a favore dei propri dipendenti per il caso morte da ogni causa e invalidità permanente da infortunio e del regolamento di attuazione della copertura assicurativa entrato in vigore il I giugno 2018 che ha esteso la garanzia per inabilità totale al lavoro anche al caso di invalidità preesistenti , è stata rigettata, in virtù di stati invalidanti preesistenti, ritenuti ostativi alla liquidazione dal regolamento esistente al I marzo 2017.

Il 13 marzo 2018 il ricorrente aveva avanzato domanda all’I.N.P.S. al fine di percepire la pensione ordinaria d’inabilità ai sensi della L. n. 222/1984, facendo seguito alla documentazione inviata il 6 marzo 2018.

L’I.N.P.S., a fronte di un ‘inziale rigetto per ritenuta insussistenza di patologie tali da determinare l’inabilità lavorativa specifica assoluta, in sede di ricorso amministrativo all’esito della visita del 30 maggio 2019 , ha riconosciuto detto status dal 1 3 marzo 2018 .

L’istanza del ricorrente appare fondata sugli accordi sindacali del 17 dicembre 2015 e 4 febbraio 2017 (art. 15 in ordine al sistema integrato di sostegno economico per i superstiti dei dipendenti delle Aree Professionali e Quadri Direttivi deceduti in costanza di attività lavorativa e d a copertura per inabilità al lavoro da malattia dal I marzo 2017) e sui regolamenti d’attuazione.

L’originario regolamento della “Protezione vita, infortuni ed inabilità permanente” , in applicazione delle intese sindacali del 17 Dicembre 2015 e del 4 febbraio 2017, operanti dal I gennaio 2017 ad eccezione della Protezione inabilità permanente introdotta dal 1° marzo 2017 , prevedeva in caso d’inabilità permanente definitiva – alla stregua di perdita definitiva ed irrimediabile della capacità ad un qualsiasi lavoro proficuo, indipendentemente dalla specifica professione esercitata – la liquidazione della somma di euro 350.000,00 alla presenza congiunta della certificazione da parte dell’INPS dell ‘Inabilità Totale Permanente e della cessazione del rapporto di lavoro purché verificatisi successivamente al I Marzo 2017.

Non erano ritenuti valutabili gli stati invalidanti preesistenti alla data di decorrenza della garanzia del regolamento.

E’ stato emanato un successivo regolamento d’attuazione, con decorrenza I giugno 2018, della Protezione Vita, Infortuni ed Inabilità Permanente operanti dal I gennaio 2017 ad eccezione della protezione inabilità permanente, introdotta dal I marzo 2017.

I rischi assicurati risultano: l’invalidità permanente da infortunio (causa violenta ed esterna), la morte del dipendente e l’inabilità lavorativa permanente, definita come perdita definitiva ed irrimediabile della capacità ad un qualsiasi lavoro proficuo indipendentemente dalla specifica professione esercitata.

In ordine ai criteri d’indennizzabilità sono richiesti la certificazione da parte dell’I.N.P.S. dell’inabilità totale permanente o del diritto a conseguire la pensione d’inabilità, non risultando sufficiente il mero riconoscimento dell’invalidità civile e la cessazione del rapporto di lavoro entro sei mesi dal riconoscimento dell’inabilità stessa.

Tali requisiti devono verificarsi successivamente al 1 marzo 2017.

Non era invece riproposta la clausola ostativa relativa agli stati invalidanti preesistenti all’attivazione della garanzia, che dunque erano valutabili e concorrevano all ‘esistenza dei requi siti richiesti .

La domanda d’indennizzo deve inoltrarsi entro un anno dalla verificazione dell’evento.

Ebbene, il ricorrente ha presentato la domanda il 18 luglio 2018 nel momento in cui era operante il regolamento avente decorrenza I giugno 2018, a tenore del quale era sufficiente un’inabilità lavorativa assoluta e la cessazione del rapporto di lavoro entro sei mesi dall’accertamento dell’inabilità stessa, mentre non impediva più il sorgere del diritto alla liquidazione uno stato invalidante preesistente all’attivazione della garanzia.

L’inabilità lavorativa del ricorrente è stata riconosciuta a far data dalla domanda presentata il 13 marzo 2018.

Pertanto, è applicabile il regolamento esistente al I giugno 2018, se si considera che esso appronta disciplina esecutiva dei rischi tutelati, i presupposti d’indennizzo e le modalità e termini di presentazione delle domande.

Il discrimine va identificato nella data di presentazione della domanda – da presentarsi entro un anno da quanto si è verificato l’evento assicurato – e naturalmente l ‘evento assicurato dev’essere successivo alla data d’attivazione della garanzia (I marzo2017), risultando in caso contrario la nullità del contratto di assicurazione per inesistenza di rischio.

Risultando lo stato inabilitante del ricorrente successivo alla data di attivazione della garanzia, e risultando sussistenti tutti i requisiti di cui all’accordo applicabile dal I giugno 2018, viene riconosciuto il diritto del ricorrente alla tutela da inabilità permanente, giusta regolamento attuativo in vigore dal I giugno 2018, ed a ricevere l’indennizzo massimo di euro 350.000,00, oltre ad interessi legali dalla data di presentazione della domanda d’indennizzo al saldo effettivo.

Accertato, quindi, il diritto del ricorrente alla tutela del rischio da inabilità permanente giusta regolamento attuativo in vigore dal I giugno 2018 , la società datrice viene condannata al versamento dell’indennizzo di euro 350.000,00, oltre ad interessi legali dalla data di presentazione della domanda. .

Le spese di lite vengono liquidate secondo il criterio della soccombenza e poste in capo alla Società datrice.

Avv. Emanuela Foligno

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