Assenti segni di frenata, residui da scarrocciamento o derivanti dall’urto, non è stata fornita una descrizione, neppure sommaria, del veicolo colpevole dell’urto e la domanda viene respinta (Tribunale di Foggia, Sez. I, Sentenza n. 2127/2021 del 22/09/2021-RG n. 93000727/2010)

Con atto di citazione del 29.10.2010, il danneggiato ha convenuto in giudizio la Allianz Assicurazioni, quale Impresa designata dal fondo di Garanzia Vittime della Strada, al fine di ottenere il risarcimento del danno alla persona derivante dal sinistro stradale avvenuto in data 17.02.2008 sulla S.S. 16 San Severo-Termoli (direzione Termoli) al Km 638+0,300, a seguito dell’invasione della propria corsia di marcia da parte di un autoveicolo rimasto non identificato perché non fermatosi ed allontanatosi repentinamente dal luogo del sinistro .

Nello specifico, l’attore al momento dell ‘urto si trovava alla guida della Renault Clio di proprietà della società datrice di lavoro, e dopo aver subito un contatto allo specchietto laterale, finiva la sua corsa fuori strada in una cunetta laterale alla strada.

L’attore sporgeva denuncia-querela contro ignoti, ma il procedimento penale conseguente a carico di persona da identificare veniva archiviato con decreto emesso dal GIP presso il Tribunale di Foggia in data 28.04.2009.

Si costituisce in giudizio l’Assicurazione chiedendo il rigetto della domanda ed eccependo l’assenza di prova circa la verificazione del sinistro.

Il Giudice dispone l’espletamento di prove testimoniali e di CTU Medico-Legale sulla persona dell’attore. Terminata la fase istruttoria, non risulta accertata la fondatezza della domanda.

Difatti, l’attore ha inteso provare il sinistro attraverso le testimonianze della moglie e della figlia, terze trasportate sul veicolo dallo stesso condotto al momento del sinistro.

Inoltre, è stato acquisito il verbale di intervento dei Carabinieri di San Severo – Aliquota Radiomobile ed escusso l’APS intervenuto per effettuare i rilievi in occasione del sinistro oggetto di causa.

Ebbene, da nessuna di queste risultanze è possibile evincere con certezza il verificarsi del sinistro secondo le modalità descritte in citazione e nella querela allegata dall’attore.

Con riferimento alle testimonianze della moglie e della figlia dell’attore, la convenuta ha eccepito l’incapacità a testimoniare.

L’eccezione è fondata ma tardiva, benché non sia precluso al tribunale di analizzarla in punto di attendibilità.

Ed infatti, l’art. 246 c.p.c. dispone che non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio.

La norma in questione opera una valutazione a priori in ordine alla credibilità del teste, equiparando il terzo interessato alla parte a cui è precluso testimoniare.

La descritta incapacità, quindi, è correlata alla non credibilità di quelle persone che potrebbero essere parti in causa per lo stesso sinistro: benchè già ristorate al momento della deposizione, non può essere ignorato il loro interesse all’esito del giudizio per il vantaggio economico derivante allo stretto congiunto ed indirettamente alla famiglia.

Pertanto, pur non potendo dichiararsi la nullità delle loro testimonianze, dal momento che la convenuta non ha spiegato tempestiva eccezione nella prima difesa utile successiva all’assunzione della prova, deve valutarsene il grado di precisione e di attendibilità.

Ed infatti, per la Suprema Corte, l’incapacità a testimoniare, prevista dall’articolo 246 cpc, che si identifica con l’interesse a proporre la domanda o a contraddirvi di cui all’articolo 100 cpc, determina la nullità della deposizione e non può essere rilevata d’ufficio, ma deve es sere eccepita dalla parte interessata a farla valere al momento dell’espletamento della prova o nella prima difesa successiva, restando altrimenti sanata ai sensi dell’articolo 157, secondo comma, cpc.

Qualora, per difetto di eccezione o per rigetto della medesima, la testimonianza resti validamente acquisita al processo, non resta tuttavia escluso il potere del Giudice di procedere alla valutazione della deposizione, sotto il profilo dell’attendibilità del testimone, tenendo conto anche della situazione potenzialmente produttiva di incapacità (Cass. , sent. n. 11377/2006).

Nel concreto, le testimonianze sono state certamente confermative dei capitoli di prova articolati dall’attore, ma nessun elemento specifico riguardante il veicolo danneggiante è stato possibile ricavare.

Non è stato fatto riferimento al colore, al modello e alla marca dell’autovettura autrice dell’invasione della corsia di marcia opposta, rimasta ignota, e nessun elemento della presenza sul luogo del sinistro è emerso attraverso l’analisi del verbale dei Carabinieri intervenuti.

L’Aps, intervenuto per i rilievi al momento del sinistro, escusso come teste, ha dichiarato di non avere visto alcun frammento di specchietto sul manto stradale (secondo l ‘attore, il violento urto sarebbe avvenuto tra gli specchietti ).

In definitiva, se non è possibile sostenere con certezza che il sinistro non si sia mai verificato secondo le modalità descritte dall ‘attore, allo stesso modo nessuna prova concreta ed oggettiva è stata fornita in merito alla concreta esistenza sul luogo del sinistro del veicolo rimasto ignoto .

Non sono stati rinvenuti segni di frenata, né residui da scarrocciamento o derivanti dall’urto, non è stata fornita una descrizione, neppure sommaria, del veicolo colpevole dell’urto e, dunque, la domanda deve ritenersi non sufficientemente supportata da adeguata dimostrazione e deve essere respinta .

Pertanto, in conclusione, il Tribunale respinge la domanda dell’attore e lo condanna al pagamento delle spese di lite liquidate in euro 3.972,00 , e al pagamento delle spese di CTU.

Avv. Emanuela Foligno

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