Appello di medici, veterinari e dirigenti sanitari al Governo. In caso di mancate o non soddisfacenti risposte si prefigura l’ipotesi di sciopero nazionale

Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fvm, Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials medici, Uil Fpl medici. Sono tutte le sigle sindacali che, per mano dei rispettivi vertici, hanno indirizzato congiuntamente una lettera al Presidente del Consiglio, al Sottosegretario alla Presidenza, ai Ministri della Salute e della Funzione pubblica e al Coordinatore delle Regioni, contenente le richieste della categoria in vista dell’approvazione della Legge di Stabilità 2017.

La missiva richiama inizialmente la sentenza della Corte Costituzionale del 24 giugno scorso che ha sancito l’illegittimità del blocco dei contratti del Pubblico Impiego, a fronte della quale, tuttavia, le trattative non sono ancora riprese, “con perdita di ogni speranza di un rinnovo in tempi ravvicinati e non peggiorativo del Ccnl vigente”.

I Sindacati ribadiscono poi la necessità di incremento del Fondo sanitario nazionale per non limitare l’accesso alle cure a milioni di cittadini e non lasciarli soli di fronte alla loro fragilità e alle malattie. “Se è vero come è vero che ‘in Sanità si è tagliato anche troppo’ – si legge nella lettera con riferimento alle parole pronunciate recentemente dal Premier Matteo Renzi –  35 miliardi dal 2010 in poi, mettendo a rischio sostenibilità e universalismo, e determinando il peggioramento di molti indicatori di salute e l’allargamento della forbice tra Nord e Sud, senza i 2 miliardi di euro di incremento del FSN, che Ministro della salute e Regioni considerano irrinunciabili, non ci saranno le condizioni per l’effettiva ed omogenea erogazione dei LEA né tantomeno per il rinnovo dei contratti di lavoro del personale della sanità”.

Nella lettera si sottolinea poi come nonostante i tagli lineari che si sono abbattuti su organici, prospettive di carriera e fondi destinati al trattamento accessorio,  il sistema continui a reggere solo perché chi è rimasto in corsia e nei servizi continua a dar prova di grande senso del dovere, facendo fronte ad una domanda crescente e complessa con risorse decrescenti, e rimanendo esposto alla delegittimazione sociale ed a rischi sempre meno sostenibili a fronte di retribuzioni bloccate da 7 anni. “Se il fondamentale diritto alla salute è ancora esigibile senza carta di credito – scrivono i sindacati – lo si deve a fattori di casualità territoriale ed all’abnegazione ed alla professionalità di quei medici e dirigenti sanitari, che in questi anni di crisi curano con sempre maggior difficoltà un Paese che invecchia”.

Si passa quindi alle richieste. “Per evitare che i grandi assenti dalla legge di bilancio 2017 siano i medici, i veterinari e i dirigenti sanitari ed il loro lavoro, chiediamo un intervento che: 1. implementi le risorse disponibili per un finanziamento del triennio contrattuale coerente con il valore e la funzione sociale del nostro lavoro; 2. preveda, anche per la sanità pubblica, la defiscalizzazione del salario di produttività; 3. estenda al settore pubblico le agevolazioni del cosiddetto “welfare aziendale”; 4. recuperi i tagli lineari ai fondi contrattuali, che in questi anni hanno ridotto le retribuzioni effettive depauperando le risorse destinate a premiare il merito e remunerare il disagio; 5.  ristabilisca i meccanismi contrattuali, garantendo la salvaguardia della RIA a partire dal 2016; 6. acceleri la stabilizzazione dei precari e l’aumento dell’occupazione giovanile, promesso con la legge di stabilità dello scorso anno, per rispettare la direttiva europea sull’orario di lavoro, largamente disattesa in Italia.”

“In caso di mancate o non soddisfacenti risposte nella legge di stabilità – concludono le sigle sindacali – daremo vita, dopo aver già dichiarato lo stato di agitazione, ad iniziative di informazione e sensibilizzazione di tutto il personale della sanità e dei cittadini, spiegando loro quanto fallimentari siano le scelte politiche riguardanti il SSN ed i loro destini, finalizzate alla mobilitazione sociale ed alla effettuazione di una o più giornate di sciopero nazionale”.

IN ALLEGATO IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

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