Medici di famiglia, il loro numero è in continua diminuzione. Oltre ai pensionamenti, incidono la riduzione dei posti e dei fondi per la formazione

I medici di famiglia sono in continua diminuzione. Gli imminenti pensionamenti (l’età media è di circa 60 anni) non verranno compensati adeguatamente dai nuovi ingressi.

Le Regioni, infatti, hanno ridotto complessivamente i posti a loro disposizione: dai 920 ingressi al primo anno nel 2014 si è arrivati ai 900 di quest’anno.

L’andamento delle Regioni non è omogeneo: in Piemonte i posti sono aumentati, passando da 90 a 110, mentre i tagli maggiori si sono registrati in Puglia, dove sono diminuiti di un terzo passando dai 120 nel 2014 agli 80 nel 2016.

Ma non basta: oltre a diminuire i posti diminuiscono anche i fondi per la formazione. A disposizione del triennio il Ministero della Salute ha stanziato 38,735 milioni, di cui 34,708 milioni vengono utilizzate per le borse di studio di 2757 frequentatori complessivi del triennio (12.800 euro circa l’anno a testa) e 4 milioni vengono utilizzati per organizzare il corso nelle regioni, da cui sono escluse quelle a statuto speciale.

“In un momento in cui molti medici di famiglia vanno in pensione – commenta Michele Abbinante, coordinatore Fimmg Formazione in Puglia – bisognerebbe curare il ricambio e la parte organizzativa. Invece, sotto il primo profilo malgrado le richieste dell’Ordine dei Medici di Bari e della Fimmg la Regione Puglia ha indicato un fabbisogno ancora decrescente al Ministero della Salute, tanto che molti giovani interessati alla medicina generale non hanno potuto accedere al corso per via del limitato numero di posti; e sotto il profilo organizzativo sono stati stanziati complessivamente 200 euro in meno a medico in formazione”.

“A livello nazionale è stato cioè deliberato un investimento inferiore per la parte organizzativa, proprio mentre era in corso il dibattito su come migliorare il livello della medicina territoriale e come valorizzarla”, continua Abbinante.

Che individua poi un terzo problema che scoraggia i giovani a diventare medici di famiglia: “Il finanziamento per il 2016 porta la data dell’11 novembre; in pratica, ogni anno le regioni iniziano a pagare le borse ai tirocinanti senza disporre di risorse certe, i rimborsi arrivano sul finire dell’anno. L’Asl anticipa l’erogazione della borsa; ma se ci sono problemi economici – e non è che non ne siano mancati nelle regioni in piano di rientro – diventano probabili i ritardi “retributivi”; un elemento in più per scoraggiare i neolaureati dall’intraprendere la strada della medicina generale, e fargli preferire l’opzione, quando possibile, verso il più ricco contratto degli specializzandi che però non contribuisce a dare medici al territorio”.

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