Il medico, accorso in difesa di alcuni colleghi aggrediti da un paziente in attesa, è stato bersaglio di minacce di accoltellamento

“Siamo vicini al primario dell’ospedale Loreto Mare, aggredito e minacciato da un paziente, e agli altri professionisti strattonati e schiaffeggiati”. E’ il messaggio lanciato dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, all’indomani del grave episodio di violenza ai danni di alcuni medici e infermieri del nosocomio partenopeo. Nello specifico, un paziente ha aggredito un medico e alcuni infermieri, inveendo poi contro il primario che era intervenuto per difenderli con minacce di accoltellamento fuori dall’ospedale

Si tratterebbe, secondo l’Associazione Nessuno tocchi Ippocrate – che raccoglie le testimonianze delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari napoletani- dell’ ottantaquattresimo episodio di violenza registrato nella provincia dall’inizio dell’anno.

“Occorre – afferma Anelli – una forte presa d’atto e assunzione di responsabilità da parte della Politica, che deve tutelare in ogni maniera la sicurezza e la vita di tutti coloro che garantiscono il diritto alla salute dei cittadini”.

“Finalmente – prosegue il vertice della Federazione -, dopo un anno d’attesa, il Senato ha approvato il Disegno di Legge 867, che contiene ‘Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni’. Ora ci aspettiamo che il provvedimento sia rapidamente approvato anche alla Camera: sarebbe un primo segnale forte della volontà politica di arginare l’escalation di violenza contro medici e infermieri”.

Quindi Anelli lancia un appello alla politica e al Governo affinché tutte le strutture siano messe in sicurezza e nei pronto soccorso, soprattutto quelli più affollati, sia presente un nucleo di polizia, un presidio di pubblica sicurezza. “Ma soprattutto – sottolinea – chiediamo che vi siano delle figure appositamente formate per l’accoglienza dei cittadini, per spiegare loro quello che sta avvenendo al di là, nelle sale di pronto soccorso, nelle sale dei codici rossi, in modo tale che i parenti in attesa abbiano coscienza di quello che i medici stanno facendo”.

Infine, per la FNOMCeO, il grave episodio del Loreto Mare insegna che è “assolutamente necessario introdurre la procedibilità d’ufficio per questi reati”. Sarebbero tanti, infatti, i casi in cui gli operatori sanitari non denunciano proprio per paura di ritorsioni peggiori dell’aggressione stessa.

“Rinnoviamo dunque – conclude Anelli – la richiesta di un incontro, su questo tema, al Ministro Speranza.  L’ospedale, la sede di guardia medica, l’ambulatorio non è, non può essere un fronte di guerra. Il nemico è la malattia, non il medico”.

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