Sarà il Tribunale di Bari a dover verificare la sussistenza di eventuali responsabilità a carico degli indagati, accusati di omicidio colposo in relazione al decesso di una donna di 77 anni morta dopo una colonscopia

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari ha rinviato a giudizio 18 medici a conclusione dell’inchiesta che li vedeva indagati per il decesso di una donna di 77 anni morta dopo una colonscopia eseguita al Policlinico di Bari nell’ottobre del 2015. Si tratta – come riferisce la Gazzetta del Mezzogiorno – dell’allora primario del reparto di Anestesia e Rianimazione, di un anestesista e di 16 rianimatori. L’ipotesi di reato a loro carico è di omicidio colposo. Per altri 17 operatori sanitari finiti inizialmente nel mirino della Procura, il Pubblico ministero titolare del fascicolo ha invece richiesto l’archiviazione.

In base a quanto emerso dalla denuncia presentata dai familiari e dai successivi accertamenti peritali disposti dalla magistratura, la paziente era stata ricoverata il 1 ottobre nel reparto di gastroenterologia per un accertamento diagnostico in colonscopia. Dopo l’esame, tuttavia, non si sarebbe più svegliata dallo stato di sedazione.

Sarebbe stata quindi intubata e le sarebbe stato eseguito un intervento di pneumotorace nel corso del quale sarebbero state lesionate le vie aeree (perforazione esofago-faringea) con ricovero immediato in rianimazione.

La signora, con una infezione in corso causata dalla lesione esofagea, nei giorni successivi sarebbe stata sottoposta ad ulteriori accertamenti oltre che a un nuovo intervento, per poi morire il 19 ottobre nel reparto di chirurgia toracica.

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcune condotte del personale medico avrebbero irrimediabilmente compromesso le chances di sopravvivenza della vittima. Sarà dunque ora il processo a dover verificare se effettivamente siano sussistenti profili di responsabilità per quanto accaduto.

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