Il camice bianco era accusato del decesso di un paziente salentino di 59 anni, morto per una dissezione aortica dopo le dimissioni nel febbraio del 2016

Sei mesi di reclusione, col beneficio della pena sospesa. E’ il verdetto emesso dal Tribunale di Lecce nei confronti di un medico di turno nel febbraio del 2013 presso il pronto soccorso di una struttura sanitaria del Salento, finito a giudizio per il decesso di un paziente di 59 anni morto per una dissezione aortica dopo le dimissioni.

L’uomo, come riporta Lecceprima, era giunto in ospedale accusando insistenti dolori lombari, annebbiamento della vista e difficoltà respiratorie, ma il camice bianco gli avrebbe somministrato un antidolorifico e lo avrebbe dimesso con una diagnosi di “dolore toracico non specificato”, dopo aver eseguito un elettrocardiogramma, un esame radiologico del torace ed esami di laboratorio.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il professionista non avrebbe valutato adeguatamente la sintomatologia del paziente e avrebbe omesso la disposizione di ulteriori approfondimenti che, ove effettuati, avrebbero potuto chiarire le cause del malessere con conseguente possibilità di sottoporre il 59enne a una terapia o a un intervento che avrebbero potuto salvargli la vita.

L’inchiesta, scaturita dalla denuncia presentata dai familiari della vittima, era sfociata nel rinvio a giudizio del medico dopo una prima richiesta di archiviazione da parte della Procura, respinta dal Gip.

Il Tribunale ha anche disposto in favore dei parenti, costituitisi parte civile nel processo, il pagamento in solido da parte dell’imputato e della Asl del capoluogo di provincia pugliese, di una provvisionale per il danno subito, il cui risarcimento complessivo dovrà essere definito in separata sede.

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