Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità oltre un miliardo di giovani rischia di perdere l’udito a causa dell’ascolto di musica attraverso le cuffie

“Oltre un miliardo di giovani rischia di perdere l’udito semplicemente facendo un’attività che ama, ovvero ascoltare regolarmente la musica attraverso le cuffie”. E’ l’allarme lanciato a El Mundo dalla dottoressa Shelly Chadha, funzionario tecnico ed esperta di problemi dell’udito presso l’Oms. “Noi – aggiunge – proponiamo alcune funzioni come la limitazione o la riduzione automatica del volume e il parental control per i genitori, in modo che quando qualcuno supera il volume consigliato, il dispositivo lo abbasserà automaticamente a un livello sicuro per l’ascolto”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un appassionato di musica coscienzioso dovrebbe tenere le cuffie nelle orecchie per non più di un’ora al giorno con un volume che non superi il 60% del potenziale del proprio supporto, nella maggior parte dei casi ormai quasi certamente uno smartphone. Caratteristiche tuttavia difficili da riscontrare anche negli ascoltatori più disinteressati, a causa probabilmente di una ormai estrema facilità di accesso a qualsiasi contenuto audio e video.

Un vero problema, dunque,  per chi non può fare a meno, e grazie alla nuova discografia ‘mobile e portatile’ sono sempre di più, di ascoltare musica ovunque. Ma un sacrificio necessario perché i dati riportati dall’Oms sono incontrovertibili. Quello incontro al quale stiamo andando sarebbe un burrone muto e inevitabile, dove già troviamo più di una persona su 20. Ragionando in termini assoluti si tratta di 432 milioni di adulti e 34 milioni di bambini in tutto il mondo; persone che hanno una perdita uditiva invalidante che ha un impatto decisivo sulla qualità della vita.

A loro potrebbero aggiungersi, sempre secondo i dati della ricerca svolta in collaborazione con l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, un miliardo di giovani tra i 12 e i 35 anni.

Per Josefa Donderis Sala, specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale presso l’Ospedale Denia-Marina Salud di Alicante, negli ultimi due anni il numero di adolescenti portati dai genitori da uno specialista è cresciuto in modo esponenziale. Ma il problema non è soltanto la musica ascoltata in cuffia: più in generale infatti la dottoressa aggiunge che “è necessario evitare l’esposizione a suoni di breve durata e alta intensità, come quelli generati da macchinari, petardi e traffico urbano tipo i clacson”.  Il consiglio, quindi, è quello di preferire le cuffie agli auricolari la cui “intensità è concentrata nel condotto uditivo” e il cui suono “è più vicino all’orecchio interno”.

Per quanto riguarda i controlli, l’American Academy of Pediatrics raccomanda almeno due visite fondamentali, la prima tra gli 11 e 14 anni e la seconda tra 15 e 17 anni. In realtà solitamente si finisce dall’otorino solo quando si notano problemi evidenti, snobbando danni magari in atto dei quali non ci rendiamo conto immediatamente.

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