L’Agenzia del Farmaco rivede i criteri della profilassi delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale; per Vivere Onlus si tratta di una decisione rischiosa per la salute dei bambini nati pretermine

Rispettare le linee guida della Società Italiana Neonatologia che prevedono la profilassi, all’inizio della stagione epidemica, per i lattanti di età gestazionale inferiore a 29 settimane ed età cronologica inferiore a 12 mesi, nonché per quelli di età gestazionale compresa tra le 29 e le 35 settimane ed età cronologica inferiore a 6 mesi, in presenza di condizioni di rischio che predispongano ad infezioni severe e/o necessità di ospedalizzazione.

E’ quanto chiede Vivere Onlus, il coordinamento nazionale che riunisce oltre 40 associazioni di genitori e bambini nati prematuri, denunciando il Decreto di modifica, sulla base di una determina AIFA, del Piano Terapeutico riguardante la profilassi farmacologica delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) nei neonati pretermine.

Le nascite pretermine (quelle prima della 37° settimana di gestazione) riguardano ogni anno 500 mila bambini in Europa, di cui 45 mila solo in Italia, pari al 6,8% delle nascite che avvengono nel nostro Paese, un fenomeno in costante crescita (+20% negli ultimi 10 anni).

La decisione di revisione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, operata unilateralmente e senza il coinvolgimento delle società scientifiche, secondo Vivere Onlus rischia di provocare, nel periodo epidemico autunno inverno, dei gravi danni alla salute dei piccoli rispetto a una delle più importanti cause di infezione del tratto respiratorio inferiore.

Con questa modifica, infatti, vengono esclusi dalla profilassi nei confronti della bronchiolite, tutti i bambini nati pretermine che nascono dopo le ventinovesima settimana. “In sostanza – si legge sul sito dell’Associazione – un neonato di 30 settimane e più, con possibilità di broncodisplasia, non può usufruire della convenzione sanitaria, già nella stagione invernale entrante ed i genitori devono pagarsi la terapia”.

Per Vivere Onlus risulta quindi “fondamentale il dialogo tra le Istituzioni, gli specialisti della rete clinica e le Associazioni di pazienti per una migliore cura e gestione del neonato pretermine”. A questo proposito, il ccordinamento nazionale delle Associazioni ha elaborato un Position Paper in cui si definisce la posizione dei genitori di bambini nati prematuri rispetto ai temi fondamentali di Accesso, Supporto e Diritto alle cure neonatali.

In particolare, i genitori chiedono l’apertura h24 dei reparti di Terapia Intensiva neonatale; la definizione di un percorso di diagnosi, cura e follow up basato sul profilo individuale del neonato; il superamento delle disomogeneità esistenti nelle applicazioni dei protocolli e delle Linee Guida e la semplificazione dell’accesso alle misure di profilassi; il miglioramento della tutela del congedo di maternità in caso di parto pretermine, ovvero che il periodo che deve essere aggiunto ai cinque mesi di astensione obbligatoria includa il periodo di degenza ospedaliera senza interruzioni in una struttura pubblica o privata del neonato.

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