Aperto un fascicolo a Lecce sul decesso di una neonata morta per una crisi respiratoria poche ore dopo essere venuta al mondo; disposta l’autopsia per fare chiarezza sulle cause della tragedia

Tre medici di una struttura sanitaria salentina sono stati iscritti nel registro degli indagati per il decesso di una neonata morta per una crisi respiratoria 24 ore dopo essere venuta al mondo. Si tratta, nello specifico, di due pediatri e di un rianimatore, ai quali vengono contestate le accuse di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario.

La coppia, secondo la ricostruzione fornita dal Corriere Salentino, si sarebbe presentata in ospedale lo scorso 15 gennaio, dopo che la gestante aveva cominciato ad avvertire le prime contrazioni. Intorno alle 12.30 del giorno successivo la donna aveva dato alla luce, con parto naturale, la primogenita.

La piccola, dopo essere stata sottoposta ai controlli di rito, sarebbe stata portata in stanza della madre e avrebbe trascorso con lei e con il padre le ore pomeridiane; a loro dire la bimba era nata in perfette condizioni di salute e respirava autonomamente senza difficoltà.

Improvvisamente, la neonata sarebbe stata portata al nido da un’operatrice sanitaria per ulteriori accertamenti.

Ai neo genitori sarebbe poi stato comunicato che la figlia stava molto male a causa di un’improvvisa crisi respiratoria. Da lì la richiesta di intervento dei sanitari dell’ospedale di Lecce per stabilizzare la paziente e, in serata, il trasferimento nel nosocomio del capoluogo di provincia, dove tuttavia, nelle prime ore del mattino successivo, è sopraggiunto il decesso.

L’inchiesta è partita in seguito alla denuncia presentata dai familiari, che chiedono di fare luce sull’accaduto. Il pubblico ministero della procura salentina ha disposto il sequestro della documentazione clinica e lo svolgimento dell’autopsia sul corpicino della bimba, per la quale sarà conferito l’incarico a un collegio composto da un medico legale e da un secondo specialista.

Gli avvisi spiccati nei confronti dei camici bianchi rappresentano un atto dovuto proprio in vista degli accertamenti post mortem, ai quali potranno partecipare tramite la nomina di propri consulenti. Dall’esame necroscopico si attendono dunque risposte circa le cause del decesso, nonché sulla sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie.

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