L’eccezionale “staffetta” si è realizzata presso Centro Trapianti Cardiaco  e il Centro Trapianti di Rene dell’Azienda Ospedaliero Universitaria

Cinque trapianti nel giro di 24 ore; uno sforzo straordinario che impegnato équipes cardiochirurgiche, chirurgiche, anestesiologiche, infermieristiche, di personale tecnico di supporto e amministrativo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova. Il tutto con l’unico obiettivo di salvare in tempo delle vite umane.

Presso il Centro Trapianti di Cuore, diretto dal prof. Gino Cerosa, sono stati trapiantati tre organi su pazienti di età compresa tra i 50 e i 65 anni affetti da gravi patologie cardiache. Due degli interventi sono stati eseguiti quasi in simultanea mediante l’allestimento in contemporanea di una seconda sala operatoria. Complessivamente a questa “staffetta” hanno partecipato 7 cardiochirurghi, 4 anestesisti, 4 perfusionisti e 8 infermieri.

Nelle stesse ore l’AOU Padovana è stata impegnata con il Centro Trapianti del Rene diretto dal prof. Paolo Rigotti, in due delicati interventi effettuati in sequenza. L’attività chirurgica ha coinvolto 12 figure professionali sanitarie tra chirurghi, anestesisti e infermieri. I riceventi, affetti da grave insufficienza renale cronica, sono due pazienti di età compresa tra i 60 e i 65 anni.

Tutti gli organi donati provengono da più regioni d’Italia così come i cinque pazienti riceventi, uno dei quali  è di nazionalità straniera. Gli interventi realizzati si inseriscono infatti nel contesto della Rete Nazionale per i Trapianti composta dal Centro Nazionale Trapianti, dai Centri Interregionali di Riferimento, dai Coordinamenti Regionali e Locali e dai Centri di prelievo e trapianto; un modello organizzativo e gestionale che coinvolge strutture multidisciplinari non solo all’interno del singolo ospedale ma anche tra più centri regionali ed extra regionali.

A tutto il personale coinvolto è andato il ringraziamento del Commissario dell’Azienda Ospedaliera di Padova, Luciano Flor. “La scelta di coscienza di donare gli organi – sottolinea una nota dell’AOU – contribuisce a ri-donare la vita a chi la sta perdendo. Oggi le probabilità di aver bisogno di un trapianto sono molto maggiori rispetto a quelle di diventare un donatore”.

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui