Nella riunione si è parlato del ddl antiviolenza, ma soprattutto del tema delle pari opportunità, oltre che dell’urgenza di mettere in campo misure per l’assunzione di personale sanitario

“Oggi il Sindacato Medici Italiani ha avuto un proficuo incontro con il Ministro della Salute, Roberto Speranza”. Lo ha annunciato il segretario generale, Pina Onotri, che ha guidato la delegazione dell’organizzazione assieme al Consigliere nazionale Antonio Bertolini. Al centro dell’appuntamento, che si è svolto nella sede del dicastero di Lungotevere Ripa a Roma, il disegno di legge a tutela di medici e personale sanitario contro le aggressioni,  attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Ma si è parlato anche di odontoiatria sociale, con la previsione dell’immissione in servizio di medici in possesso della laurea specialistica, e di pari opportunità, che ancora nel mondo medico non vengono riconosciute, anche alla luce del dato che il 60% della classe medica è composta da donne. 

“Pari opportunità – sottolinea Onotri – a cui non si presta attenzione né nei contratti collettivi nazionali di lavoro, né negli accordi nazionali”.

Su questo tema – continua la rappresentante sindacale – “siamo orgogliosi di aver fatto riconoscere il punteggio per l’astensione obbligatoria di gravidanza a livello delle graduatorie regionali; vorremmo, adesso, che fosse riconosciuto un indennizzo per donne vittime per violenze di genere sul posto di lavoro” e che sia data alle donne medico “la possibilità di usufruire dell’opzione donna prevista dall’ultima legge sullo scivolo alla pensione per le donne”.

“Abbiamo rappresentato al Ministro della Salute – evidenzia Onotri – anche la necessità che i presidi di continuità assistenziale non debbano essere chiusi ma potenziati e messi in sicurezza”.

“Come pure deve essere garantita la capillarità della presenza degli studi dei medici di famiglia su tutto il territorio nazionale”.

“Abbiamo condiviso con il Ministro Speranza – aggiunge – la necessità del rilancio della sanità pubblica, che rispetto a quella privata deve ridiventare competitiva e attrattiva, con l’urgenza di mettere in pratica misure per l’assunzione di personale sanitario e che si vada verso retribuzioni equiparate agli standard europei, anche perché i medici e i professionisti sanitari non sono più disponibili a far un lavoro di grande responsabilità e venir pagati molto poco”.

“Bisogna voltare pagina – conclude il segretario dello SMI –  soprattutto per le nuove leve, affinché la professione medica diventi un lavoro attrattivo per chi deve garantire tutti i giorni il diritto alla salute a cittadini italiani”.

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